"si pavoneggia con le penne degli altri"

Così il 13 febbraio 2007 si esprime Fabrizio Cicchitto, coordinatore di Forza Italia, dopo le solite sciocche esternazioni del premier Romano Prodi a proposito dell'inaspettato balzo nel 2006 del Pil (Prodotto Interno Lordo). Subito il "pavone" dall'India si è precipitato a dire <...lo sforzo del governo per dare una sterzata all'economia è premiato.>, ben gli risponde il senatore Schifani (F.I.) dicendo < fosse stato per la sua presunta sterzata l'Italia sarebbe andata fuori strada >.

 Ma anche i bambini sanno che una legge finanziaria ha i suoi effetti l'anno successivo, come possa avere influito sul 2006 la Finanziaria 2007 è un mistero che il pavone Prodi ed i suoi pavoncelli hanno la pretesa di svelare a loro piacimento. Vogliono far credere che gli italiani si sono spaventati per le loro iniziative e rigano dritto, come sostenevano a fine 2006 per i ben accetti 37 miliardi di euro in più di entrate fiscali, giusto pari all'ammontare della manovra lacrime e sangue dei sinistri vampiri. I bambini sanno anche che il gettito fiscale si concretizza l'anno dopo, ma i pavoni hanno aperto la ruota utilizzando le penne di altri. L'economia ha le sue regole che nessun governo, nel bene e nel male, può cambiare, ma può solo cercare di mantenere in ordine i conti nel periodo di vacche magre senza aumentare le tasse, così come ha fatto egregiamente il Governo Berlusconi. Purtroppo in quegli anni la congiuntura internazionale era sfavorevole e l'Italia è scesa a crescita zero, i pavoni allora erano sfascisti e denunciavano una presunta incapacità del governo. L'Europa cresceva 0,8 lo stesso margine di vantaggio che ha sul nostro Paese da vent'anni. Ora infatti noi siamo al 2% e l'Unione Europea a 2,8. Se c'è qualche merito può essere addebitato al governo Berlusconi ed alla sua Finanziaria 2005, ma non è così per nessuno tanto meno per un governo di sinistra che dice una cosa e poi fa l'esatto contrario. Non è però difficile spennare i sinistri pavoni, è sufficiente fare due semplici conti: suddividendo la crescita per quadrimestre si può ben vedere che nel primo del 2006 l'Italia è cresciuta dello 0.8, nel secondo dello 0.6, nel terzo e nel quarto dello 0,3. Considerando che il periodo estivo è "fisiologicamente più lento per via delle ferie", si può notare che il quarto trimestre è stato il meno produttivo ed è "l'unico che può essere preso come test per le riforme economiche del governo di centrosinistra". Così spiega su Italia Oggi il ragioniere Piergiorgio Picozzi. La morale è che il governo Prodi ha rallentato il Pil ed i prossimi mesi daranno la conferma o meno di questa prima valutazione.