Il "codice da...Bologna" dei catto-comunisti - Progressisti

Tanti cattolici di autodefiniscono progressisti, ma io non ritengo corretto usare i termini progressista e conservatore quando si tratta di religione, qualsiasi religione. La distinzione fra innovazione e conservazione si usa convenzionalmente per distinguere le parti politiche. Sotto questo aspetto io penso che un politico corretto debba sapere conservare ciò che è positivo del passato e ricordare il negativo per operare al meglio nel presente, ma avere lo sguardo nel futuro. Però ammetto che non è facile seguire questa linea senza deviazioni. Nella fede tutto questo ha poco senso perché la Parola di Gesù Cristo non è ne nuova e né vecchia ma è universale e rivolta a tutti, poveri e ricchi, giovani e vecchi, belli e brutti. L’unico distinguo può esservi solo al momento di accettare o no la fede, ogni persona è libera di credere o meno. Però una volta abbracciato il cristianesimo non lo si può modellare a proprio uso e consumo, i valori richiamati dal Papa, Vicario di Cristo, e dai Vescovi non possono essere messi in discussione perché in pratica si metterebbe in discussione noi stessi. Addirittura la Rosy…nel pugno Bindi, neo-ministra per la famiglia, ha lanciato segnali di apertura alle unioni civili e alla revisione della legge sulla fecondazione assistita. Ha sostenuto le sue tesi con una arroganza ed una cattiveria, contro esponenti di centrodestra, che non hanno nulla di cristiano. I catto-comunisti sostengono che la lotta contro i ricchi e la solidarietà sociale siano i compiti principali dei cristiani. Dimenticano, o fanno finta di dimenticare, che Gesù destò scandalo andando a pranzo dal ricco epulone e che la sua Parola era rivolta a tutti, ricchi compresi. Inoltre proprio loro, che si scandalizzano davanti ai soldi di Berlusconi, hanno raggiunto il potere grazie ai vari De Benedetti, Della Valle, Illy, Pininfarina, Agnelli, Tronchetti Provera, eccetera. Sono questi signori dei ricchi o solo semplici benefattori? Anche la solidarietà sociale, ovvero la carità, è un aspetto fondamentale della dottrina cristiana, ma la solidarietà vera non è quella della sinistra che vuole far sì che in Italia possano entrare tutti senza problemi e vuole chiudere i Centri di Prima Accoglienza. Non è così che si aiutano i disperati perché oltre che a mettere in difficoltà i cittadini del Paese ospitante si danneggia anche chi è in cerca di una nuova vita dignitosa, in questo modo li si costringe ad azioni illecite per sopravvivere.