Sono solo un papa

Il Cristianesimo ha nella sua essenza gesti e parole di grande umiltà, primo fra tutti ovviamente Gesù Cristo che disse: "Sono venuto per servire, non per essere servito", "Ma chi è il più grande tra voi diventi il più piccolo e chi governa come colui che serve", "Beati gli ultimi perchè saranno i primi nel Regno dei Cieli".

 Dopo di Lui tanti  gli esempi di Santi e Beati: in particolare modo San Francesco che mise in atto fino all'estremo l'invito di Gesù "Vai vendi tutto quelo che hai e seguimi"; poi Madre Teresa di Calcutta, la santa dei poveri e dei disperati, ultima fra gli ultimi, piccola ma immensa nella fede. Ma anche tantissimi altri, sacerdoti e consacrate e fedeli sconosciuti. Certamente i Papi, ovvero il Vicario di Cristo sulla Terra, non sono esenti da questo atteggiamento fondamentale. Mi ha molto colpito l'episodio tratto dal film "Il tormento e l'estasi", dove Papa Giulio II disse a Michelangelo durante i tormentati lavori di affresco della Cappella Sistina: "La fede ha bisogno di prove tranne che per i santi e per  gli artisti, ed io sono solo un papa". Non so se sia vera questa affermazione ma è ad ogni modo di una efficacia enorme e di una semplicità disarmante, che altri Papi hanno saputo dare: come non ricordare Giovanni XIII, il Papa Buono, oppure Giovanni Paolo I, il Papa del Sorriso, oltre ovviamente Giovanni Paolo II, il Papa dei Giovani. Per giungere a Benedetto XVI, che al momento della sua elezione ha affermato: "Dopo un Grande Papa i signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore".