Stiamo vivendo una vigilia 2009 al freddo e al gelo; il nord d’Italia, l’Europa e l’America sono sommerse di neve; non ricordo una nevicata così copiosa e temperature così basse, nel tempo di attesa della Nascita di Nostro Signore Gesù Cristo; è il secondo inverno che sulle Alpi scende tanta neve, come non accadeva da venticinque anni. Sarà colpa dell’effetto serra e del riscaldamento della nostra cara vecchia Terra. Comunque un Buon Natale non lo si nega nemmeno a tutti quelli che da vent’anni ci stanno martellando il cervello con la bufala planetaria dell’innalzamento delle acque, che sommergeranno le coste; a patto però che promettano davanti a Gesù Bambino di fare i bravi e di non dire più bugie. Il gelo però non è solo meteorologico ma anche politico; dopo le parole di circostanza in solidarietà a Berlusconi per l’aggressione subita, torna il teatrino della politica e dei giochetti di parte. Tutta l’opposizione si divide fra chi vuole cercare un dialogo (sì lo chiamo così anche se a Bersani non piace) e chi non ne vuole sapere assolutamente; perfino nella maggioranza c’è chi (pochi) rema contro. Presto il “gladiatore Silvio” (come lo ha definito Gasparri) tornerà nell’arena e vedremo chi avrà il coraggio delle proprie azioni, comportandosi di conseguenza per il bene del popolo italiano e non per il proprio tornaconto particolare. Tutti ammettono che le riforme non sono più rinviabili, ma fanno come la Cassandra “tot i la vò nison i la dmanda” (tutti la vogliono nessuno la domanda) . Ma un Buon Natale non si nega neanche agli avversari e neppure agli ingrati. Facendo uno sforzo lo auguro perfino a Santoro ma a Spatuzza proprio no, non ce la faccio. A tanto può arrivare solo Dio, a meno che Dio non si chiami Michele.
