Il "codice da...Bologna" dei catto-comunisti - Antiberlusconismo

Le uniche cose che tengono assieme la variegate anime dell'Unione sono l'antiberlusconismo ed il potere, una specie di santa alleanza fra il diavolo e l'acqua santa per stessa ammissione di importanti esponenti dell'unione, da Mastella a Di Pietro fino a Bertinotti. Questi personaggi, con una perfetta noncuranza dei problemi della gente e del ruolo che rivestono, hanno in sostanza affermato: cacciamo via Berlusconi e poi vedremo cosa succederà. E' questa la "serietà" tanto sbandierata da Prodi in campagna elettorale? Vorrei chiedere a tutti i “cattolici progressisti” come faranno a dialogare sui valori fondamentali del cristianesimo con gli anticlericali presenti in massa nel sinistra-centro, e che vorrebbero la Chiesa buona e zitta nel suo angolino ad occuparsi soltanto di catechismo. Benedetto XVI, ribadendo le esortazioni del cardinale Ruini, ha riaffermato più volte che su vita, famiglia ed educazione non si può negoziare, ma i “cattolici adulti” se ne sono fatti un baffo di questo invito e hanno fatto sì che i comunisti occupassero tutte le cariche istituzionali senza avere la maggioranza effettiva. Infatti i risultati delle elezioni sono stati condizionati dal voto degli italiani all'estero che, rappresentando una novità assoluta, si è svolto in una maniera piuttosto dubbia e confusa. Il voto degli italiani invece ha visto la prevalenza della Casa delle Libertà al Senato, in maniera abbastanza netta (400.000 voti circa), ed il successo dell'Unione per soli 24.000 voti alla Camera, risultato mai avvenuto. Però la nuova legge elettorale, scritta in maniera molto criticabile, ha consegnato tre seggi in più al Senato alla sinistra (il centro dov'è?). Alla fine però , per stessa ammissione di politici di entrambi gli schieramenti, ad iniziare dai "nemici" interni Follini e Tabacci, e alla luce dei vari sondaggi,  il vero vincitore è stato proprio Berlusconi considerando che molti davano per concluso il suo ciclo ed invece Forza Italia si è confermato il primo partito italiano e la Casa delle Libertà ha operato la rimonta proprio grazie al suo leader.