Un popolo senza simboli è destinato a soccombere

“Nessuna civiltà deve imporre i propri valori alle altre”, è un principio  incontestabile, ma una civiltà sviluppa la sua cultura e la sua religione in una  determinata area anche in conseguenza del contesto territoriale in cui vive,  fuori da quei luoghi non funzionerebbe e sarebbe una gran confusione. Chiunque  vi si reca ha diritto di esercitare liberamente la propria fede o cultura,  rispettando però in primis quella  locale (qualunque essa sia). La difesa della propria identità è un  diritto di tutti, anche con azioni di forza seppur non espressamente  violente. San Michele Arcangelo è raffigurato con la spada in mano e non per  niente è il patrono della Polizia di Stato e dei maestri d’armi. Gesù stesso  disse “non sono venuto a portare la pace ma la spada”; anche se il Vangelo è  pieno di inviti alla pace, alla fratellanza, al perdono, alla pietà. Nel Vangelo  della domenica però ci siamo anche sentito dire “se la tua mano ti è motivo di  scandalo tagliala, se il tuo occhio ti è motivo di scandalo gettalo via”: quand  ui vò la 'i vò (quanno ce vo' ce vo', in romanesco).

Non possiamo essere talmente sottomessi da annullare le nostre usanze ed il  nostro credo religioso, per non “offendere” chi viene da noi. Se andiamo in un  paese islamico dobbiamo accettare per forza le loro usanze, la stessa cosa  stiamo facendo anche in Italia ed in Europa. Di questo passo andrà davvero a  finire che ci conquisteranno, nonostante il sacrificio dei nostri eroi e delle  ragazze arabe che cercano di ribellarsi a queste atrocità

Il Cristo sulla Croce non è solo un fatto religioso, ma in  primo luogo simbolo del più alto sacrificio per il prossimo. Di questo Uomo,  inerme ma immenso nel suo messaggio d’amore, ne sono impregnate la nostra  storia, la nostra cultura, l’arte ed il territorio. Che si sia credenti o no la  realtà è questa, e lo è anche nelle altre religioni. Un popolo senza identità e  senza radici non ha futuro. A tal proposito mi sembrano significative le frasi  del cardinale Angelo Bagnasco: “certa Europa toglie i  crocifissi e lascia zucche vuote” ed in contraltare quella del cantautore Pierangelo Bertoli (che era uomo di sinistra, come quasi tutti i cantanti chissà poi perchè), tratta da una  sua celebre canzone: “affronterò la vita a muso duro, con un piede nel passato e  lo sguardo dritto e aperto nel futuro”. Frase che io completerei in questo modo: < ricordare il passato per vivere meglio il presente e guardare al futuro >.