<Per avere un'Italia migliore abbiamo bisogno di una scuola migliore, non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell'esistente...occorre un contenimento della spesa per la scuola, nessuna parte sociale e politica può sfuggire a questo imperativo.> Non sono parole della ministra Maria Stella Gelmini in difesa della sua Riforma della Scuola, ma nientemeno del Presidente Napolitano , il 29 settembre 2008 in occasione della cerimonia d'inaugurazione dell'anno scolastico, nel cortile del palazzo del Quirinale. Eppure la sinistra e affini stanno protestando in tutta Italia, usando vergognosamente anche i bambini, in maniera odiosamente strumentale. Poi il Presidente, che rappresenta sì tutti gli italiani ma in particolare la parte cosciente della sinistra, rincara la dose e invita decisamente a <...non farsi prendere da esagerazioni e allarmismi. Non bisogna dire soltanto dei no. >
Suona la campanella, è tempo di scuola ma essa ha urgente necessità di rimettere in piedi le macerie provocate dalla falsa rivoluzione del '68, che ha abolito i meriti e reso tutti uguali in peggio, e dall'introduzione del "modulo", che ha fatto perdere ai bimbi un punto di riferimento importante per la loro formazione culturale e sociale. Il bel risultato è che oggi ci ritroviamo con giovani che registrano un abbassamento della capacità dell'apprendimento e della qualità dell'insegnamento, con dall'altra parte un accresciuto disprezzo delle istituzioni e delle autorità.
<...il tempo pieno ha allontanato ancor di più i giovani dalla famiglia. L'immissione di tutti i minorati (schizofrenici, autistici, caratteriali) nelle classi normali ha per necessità abbassato il livello e la speditezza dell'insegnamento. > è l'amara analisi di Gianfranco Morra. Compreso l'introduzione di tanti immigrati, aggiungerei io.
<... i tre maestri sono stati introdotti solo per creare occupazione...l'aver scambiato la scuola per un ammortizzatore sociale sia stata una sciagura...Oggi ogni docente delle elementari ha in carico 10,7 alunni contro la media Ocse che è di 16,9. Le ore nette di insegnamento di ogni maestro in Italia sono 726 contro le 880 della Spagna, le 918 della Francia, le 1.080 degli Stati Uniti....guadagnano 28.732 euro l'anno, contro i 35mila della media Ocse...Non sarebbe meglio avere meno insegnanti e pagarli meglio? > commenta Mario Giordano, direttore del il Giornale.
I sondaggi rendono ragione alla ministra e al Governo, ma la sinistra sta scatenando le piazze e gli studenti in un nuovo '68: circa l'80% approva il ritorno ai voti e al voto di condotta, circa il 70% condivide la reintroduzione del grembiule, il 62% è favorevole al maestro prevalente (non unico come si dice) affiancato dagli insegnanti di lingue e di ginnastica.
Che il livello di istruzione dei nostri giovani sia inadeguato è evidente ed ho potuto constatarlo personalmente con domande ai miei figli e nell'assistere a quiz televisivi, dei quali porto alcuni esempi: una ragazza non sapeva dire se Ulisse è un personaggio di fantasia e da dove deriva l'espressione "combattere contro i mulini a vento"; un'altra non era a conoscenza che Barcellona e Roma sono sullo stesso parallelo. Non sono certo loro da rimproverare ma l'organizzazione scolastica che fa acqua da tutte le parti e fornisce scarse conoscenze agli studenti. E pensare che oggi dovrebbero essere più istruiti, sia per le tecniche di cui dispongono che per la quantità di nozioni maggiore rispetto a decenni fa. Finalmente c'è chi tenta di riempire un vuoto preoccupante e si ritorna a scuola per davvero!
