Fatto sta che a forza di evocare finte vittorie elettorali la vittoria arriva davvero nelle amministrative del 3/4 aprile 2005, dopo l'ennesima sconfitta alle europee del 2004 ovviamente spacciata anch'essa per un grande successo. La conseguenza è l'entrata in crisi dell'esecutivo e nella dichiarazione di voto, il 27 aprile alla Camera per il Berlusconi-bis, il nostro straparla e offende il primo ministro ed il suo Governo. Inizia col dire che il premier si fa scrivere i discorsi (probabilmente è abituato così con il suo falso leader Prodi), poi dice che il Cavaliere è dottor Jekyll e mister Hyde e, dulcis in fundo, che l'Italia è un grande Paese (con applausi di Berlusconi) con però un governo piccolo (se si riferisce alla statura fisica ovviamente ha tutte le ragioni, ma tant'è). Tutto questo perchè probabilmente aveva bisogno di rifarsi dalla scoppola ricevuta la sera prima alla trasmissione televisiva Porta a Porta, dove ha dovuto in alcune occasioni dare praticamente ragione al ministro Tremonti e in un'altra ricevere una tirata d'orecchi dal direttore del quotidiano "il Riformista" che lo ha invitato a non cantare vittoria troppo presto. Infatti Polito gli ha ricordato che le elezioni amministrative sono molto diverse da quelle politiche e che il divario del 10% nell'affluenza alle diverse consultazioni può risultare decisivo. Mentre Tremonti gli ha sbattuto in faccia che la proposta di allungare le concessioni agli stabilimenti balneari era gia stata fatta dall'Ulivo nel 1999, che il Governo Berlusconi, pur in tempi difficilissimi, non ha messo nuove tasse come il centrosinistra innalzando invece le pensioni minime ed i conti sono sempre stati sotto controllo, il PIL italiano è sempre stato inferiore alla media europea. Dati indiscutibili che il segretario diessino non ha potuto in alcun modo contestare. Non so se le sue reazioni scomposte fanno più rabbia o più pena.
Il 26 ottobre 2005 il segretario della Quercia attacca il direttore del "Corriere della Sera" Paolo Mieli, reo di fare politIca in favore del centrodestra. Fassino afferma che "...se questa è la sua intenzione, allora lo faccia apertamente presentando una sua lista...". Questo dimostra una volta di più che per la sinistra possono dare pareri politici solo i giornali a loro vicini, eppure il "Corrierone" spesso si esprime contro il Cavaliere. Chi ci capisce qualcosa è bravo! In una intervista televisiva si scaglia contro la proposta di Regione per la Romagna, con motivazioni assolutamente infondate. <Bocciato in Storia e Geografia> scrive, il 3 novembre 2005 su "La Voce di Romagna", l'on. Stefano Servadei per il Movimento.
