L' informazione è in mano alla sinistra, che però dice il contrario

Dato che a sinistra reclamano sempre libertà di espressione e di stampa o liberalizzazione in tutto, vorrei ricordare innanzitutto che libertà non è fare o dire tutto quello che si vuole, ma il giusto equilibrio fra diritti e doveri. Quindi si deve poi sottostare a regole comuni che stabiliscano quale è il limite oltre il quale non è corretto andare e che può diventare sopraffazione dell'altro.

Per quanto riguarda la libertà di stampa o di espressione il superamento di questi limiti diventa diffamazione, ed in questo i "sinistri" sono dei veri specialisti facendola passare per satira con la quale è permesso tutto. Siccome sono anche specialisti della mistificazione e del rovesciamento delle situazioni, affermano continuamente che l'informazione è in mano a Berlusconi. Basta però un minimo di analisi per accorgersi che è esattamente l'opposto.

Per quanto riguarda la TV si può dire che i Tg1 e Tg2 sono abbastanza equidistanti e anche i programmi politici sono condotti in maniera equilibrata, Rai3 invece è chiaramente schierata ( anche se accettabile, Flores con il suo "Ballarò" può essere definito un "piccolo Santoro"). Se lo si legge bene fra le righe si può notare che pure Televideo non presenta simpatie per l'attuale Governo. Anche Canale5 e Italia1 presentano Tg neutrali, ma alcuni programmi hanno addirittura una connotazione di sinistra: Maurizio Costanzo dirige magistralmente il suo show ma traspare evidente la sua simpatia politica; "Le Iene" e "Mai Dire..." non vanno certo lisci con Berlusconi ed il centrodestra, così come "Striscia la notizia". Fra le Reti Mediaset solo Rete4 (in particolare con il Tg di Emilio Fede) parteggia per il Cavaliere (ma è la meno vista) e tutto questo mi sembra proprio curioso. Se poi ci aggiungiamo La7, anch'essa orientata a sinistra, ci vuole poco a fare qualche conto e capire chi è più avvantaggiato in Tv. Inoltre i compagni dovrebbero anche spiegare come mai Raitre è sempre stata "cosa propria", sia che la sinistra governi o che sia (fortunatamente) all'opposizione. 

Nella stampa poi la situazione è ancora più sbilanciata: Il Corriere della Sera e La Repubblica, i due quotidiani più venduti in Italia, sono nettamente contro Il Presidente del Consiglio. La Repubblica  poi in quanto a cattiverie e menzogne su Berlusconi è seconda solo a L'Unità; ma le motivazioni della posizione di questo giornale derivano dalla proprietà Carlo De Benedetti, il quale non perdona Silvio per avergli fatto "perdere"  i 1.500 miliardi dell'affare SME che invece ritornati al suo legittimo titolare, lo Stato. Su questa mancata svendita del 1985, nell'era Prodi all'IRI, si sono celebrati anni di processi dai quali il 22 novembre 2003 Previti ne è uscito scagionato ed anche Berlusconi lo sarà. Ma questa è un'altra storia.  

Il 2 dicembre 2003 in Senato è arrivato a termine l'iter della Legge Gasparri sul riordino del sistema radiotelevisivo, ma la sinistra ha contestato duramente la riforma sostenendo che favorisce Berlusconi e Mediaset. Ma come può essere un monopolio se quadruplicheranno i canali ed ogni gestore non potrà avere più del 20% del valore? La loro rabbia è dovuta soltanto al fatto che in questo modo viene salvata Rete4 dalla trasmissione via satellite! Non gliene frega niente se ci saranno più possibilità per nuovi gestori e se saranno avvantaggiate anche le piccole emittenti, alla faccia del pluralismo (che per loro vuol dire soltanto eliminare Berlusconi!).

Quando governavano usavano per gli spazi tv la regola di un terzo al governo, un terzo alla maggioranza ed un terzo alla minoranza. Poi, fiutato il rischio di perdere le elezioni, hanno varato la legge sulla "par condicio" che Berlusconi definisce "impar condicio". Cosicché una volta in opposizione, siccome la loro alleanza è formata da 10 partiti contro i 5 della Cdl, hanno sempre a disposizione il doppio degli spazi rispetto agli avversari (che, ricordo, per loro sono nemici). Dal punto di visto strategico una vera furbata!