Pacifinti e ulivisti - <Pacifinti>

 Questo universo così variegato del centrosinistra sembra sul punto di esplodere da un momento all' altro, ma incredibilmente riesce a restare compatto e la ricetta del collante la si può individuare nella maniera che andrò ad esporre. 

 Ciò che spinge i pacifinti ( ovvero la sinistra, i no-global e, purtroppo, una parte di cattolici ) a manifestare, anche in modo violento, contro la guerra è il motivo che le operazioni belliche sono sempre condotte dall' America, ovvero il loro nemico N.1 che rappresenta il capitalismo e il consumismo. Marciano con slogan altamente offensivi e con bandiere ed effigi raffiguranti guerriglieri, che per loro sono eroi, come se questi combattessero o avessero combattuto con i fiori e non con le bombe. Ma quel che più preoccupa è che bruciano le bandiere ( americana, israeliana e perfino italiana ), atto gravissimo perchè la bandiera è il simbolo di un popolo e per nessuna ragione al mondo deve essere vilipesa! Nel Social Forum del 9 novembre 2002 a Firenze, nonostante il regolare svolgimento del convegno, si è rilevato un chiaro esempio delle contraddizioni che muovono i "pacifisti" : sono contro tutte le guerre, dicono, ma prima dell' intervento americano in Afghanistan non si erano mai occupati di quella guerra infinita che durava da vent' anni. Hanno sfilato come al solito con grandi bandiere palestinesi facendo immaginare quindi che per loro hanno significato soltanto i morti dell' intifada, gli israeliani morti ammazzati vigliaccamente dai terroristi non meritano attenzione perché amici degli americani. Sono contro tutte le guerre, dicono, però inneggiano a Che Guevara ed ai partigiani (era presente anche l' A.N.P.I. ) dimenticandosi, o facendo finta di dimenticarsi, che questi "eroi" hanno combattuto con le armi per i loro ideali e non con le belle parole. I pacifinti sono poi coloro che assaltano le sedi dei partiti nemici ( Forza Italia, Lega, AN ) e della Cisl perché colpevole di avere fatto patti con essi ( Patto per l' Italia ).