"equivicinanza.."

<...grazie alla quale Hezbollah, Hamas, Ahmadinejad, le "corti islamiche" somale e così via sono considerati alla stessa stregua delle democrazie occidentali. E', in altre parole, la visione della rinuncia ad un ruolo internazionalista, con l'argomento della coabitazione con una sinistra estremista...L'anomalia italiana non è solo costituita dal "pacifismo al governo" di Rifondazione, Pdci e Verdi, ma sopratutto dal neutralismo mascherato che Prodi e D'Alema, nonostante le tardive grida di Rutelli, hanno eletto a politica estera dell'Unione >; Renzo Foa, il Giornale, mercoledì 7 febbraio 2007.     

Il termine in questione fu coniato dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema è gli è stato utile nell'agosto scorso, quando ha dovuto in qualche maniera giustificare la passeggiata a Beirut sottobraccio al ministro libanese anti-israeliano. Di solito, quando ci si interpone fra due contendenti dei quali non ci si fida tanto, si usa il termine equidistanza, ma il furbo ministro nostro ha sfoderato una nuova definizione per non inimicarsi nessuno. Equidistanza vuol dire che tutto sommato si prendono le distanze dai due litiganti, ma la sinistra italiana non accetterà mai di allontanarsi da Hezbollah, Hamas e tutti quanti sono contro Israele e gli Usa. Ma non vuole nemmeno scontentare troppo gli israeliani, lo impongono la retorica demagogica della Shoah (che è un dovere di tutti ma a loro serve sopratutto per rinvigorire un ananacronistico anti-fascismo, che serve ad ottenere facili consensi e voti)  ed il mantenimento degli equilibri mondiali. Si può essere ugualmente vicini a chi ha subito una feroce persecuzione, ed un orrendo sterminio, ed a chi ancora oggi li vuole cancellare dalla faccia della Terra?