Pacifinti e ulivisti

Mi perdonerà Marcello Veneziani se mi sono appropriato dell' aggettivo da lui usato su "il Giornale" per definire i finti pacifisti che hanno sfilato e che continuano a sbandierare il vessillo di una pace soltanto utopistica. Mi è sembrato talmente azzeccato questo appellativo che mi permetto di "rubarlo" per definire meglio la sinistra italiana partecipe del centrosinistra e cioè Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi, sinistra diesse, che appoggiano i no-global, e purtroppo una parte di cattolici che ingenuamente li seguono. L' altra metà del cielo, cioè l' Ulivo, comprende la maggioranza dei diesse e i petali della Margherita, formata in gran parte da cattolici.


 Questo universo così variegato del centrosinistra sembra sul punto di esplodere da un momento all' altro, ma incredibilmente riesce a restare compatto e la ricetta del collante la si può individuare nella maniera che andrò ad esporre. 

 Ciò che spinge i pacifinti ( ovvero la sinistra, i no-global e, purtroppo, una parte di cattolici ) a manifestare, anche in modo violento, contro la guerra è il motivo che le operazioni belliche sono sempre condotte dall' America, ovvero il loro nemico N.1 che rappresenta il capitalismo e il consumismo. Marciano con slogan altamente offensivi e con bandiere ed effigi raffiguranti guerriglieri, che per loro sono eroi, come se questi combattessero o avessero combattuto con i fiori e non con le bombe. Ma quel che più preoccupa è che bruciano le bandiere ( americana, israeliana e perfino italiana ), atto gravissimo perchè la bandiera è il simbolo di un popolo e per nessuna ragione al mondo deve essere vilipesa! Nel Social Forum del 9 novembre 2002 a Firenze, nonostante il regolare svolgimento del convegno, si è rilevato un chiaro esempio delle contraddizioni che muovono i "pacifisti" : sono contro tutte le guerre, dicono, ma prima dell' intervento americano in Afghanistan non si erano mai occupati di quella guerra infinita che durava da vent' anni. Hanno sfilato come al solito con grandi bandiere palestinesi facendo immaginare quindi che per loro hanno significato soltanto i morti dell' intifada, gli israeliani morti ammazzati vigliaccamente dai terroristi non meritano attenzione perché amici degli americani. Sono contro tutte le guerre, dicono, però inneggiano a Che Guevara ed ai partigiani (era presente anche l' A.N.P.I. ) dimenticandosi, o facendo finta di dimenticarsi, che questi "eroi" hanno combattuto con le armi per i loro ideali e non con le belle parole. I pacifinti sono poi coloro che assaltano le sedi dei partiti nemici ( Forza Italia, Lega, AN ) e della Cisl perché colpevole di avere fatto patti con essi ( Patto per l' Italia ).


Gli ulivisti invece hanno in Silvio Berlusconi il nemico pubblico da eliminare e da sconfiggere con tutti i mezzi possibili, egli rappresenta per loro il Male Assoluto, perché ha portato via loro le amatissime poltrone. Hanno governato per sette anni, con il prologo dei governi Ciampi e Amato, ma il loro obiettivo è sempre stato la eliminazione del Nemico con qualsiasi mezzo, sia con l' uso di giudici politicizzati che con la denigrazione dell' "orco cattivo" e dei suoi "scagnozzi". A questi finti paladini del Bene l' interesse della nazione è servito solo come falso ideale per attirarsi il sostegno degli ingenui per riempire le piazze. Non esitano ad attaccare la seconda carica istituzionale, il Presidente del Senato, perché secondo loro si esprime troppo a favore della maggioranza. Hanno perfino strumentalizzato la commemorazione della strage di Bologna per contestare i rappresentanti del centrodestra. Come pure hanno strumentalizzato il terremoto del Molise per addebitare al Governo Berlusconi colpe inesistenti. Alla meschinità non c' è fine!


Ora, considerando che Berlusconi e Bush hanno una ottima intesa da molto tempo, l' equazione è semplice, ovvero si arriva alla quadratura del cerchio malandato del centrosinistra: l' odio verso i due Presidenti è l' unico motivo che li tiene insieme, a tutti i costi!

L' ex Presidente Cossiga a "L'infedele" del 31 gennaio 2004 su La7, dichiara: "...se nel '38 non ci fossero stati i pacifisti, non ci sarebbe stata nemmeno la shoa...". Terribile!

Giovanni Sartori, Corriere della Sera 11 ottobre 2004: Domande ai pacifisti - <...Quando Bush ha improvvidamente attaccato Saddam Hussein, l'Iraq non era uno Stato terrorista munito di armi pericolose; ma se oggi l'Europa abbandona l'Iraq alla sua sorte e costringe anche gli americani ad andarsene, allora darei per sicuro che lo diventerà. E cioè che diventerà una repubblica islamica...le cui risorse materiali saranno gestite dai terroristi e investite nello "Stato di sterminio"...Di tutto questo i cieco-pacifisti che appendono bandiere e dimostrano in piazza non sanno ovviamente nulla. Non sanno che i dieci grammi di tossina botulinica li possono mandare tutti al cimitero. Concedo che Pecoraro Scanio, Strada e Agnoletto non ne sappiano niente (gli si legge in faccia). Ma non ne sanno niente neanche Bertinotti, neanche Mussi e il correntone Ds? Mi ostino a credere e sperare di no. E in tal caso ci dovrebbero spiegare a cosa serve chiedere a gran voce "via dall'Iraq, subito"...La soluzione zapatera di "scappare e tanti saluti" certo non è una soluzione. Promette invece di essere (per tutto l'Occidente) un suicidio. Vero, non un suicidio figurato.>


Pacifinti e ulivisti vogliono far credere che venendo via dall'Irak non avremo più problemi di attentati, forse sarà anche vero ma da verificare. Sopratutto vogliono far credere che si possa sostituire la missione militare con una civile, ma chi difenderà chi affronterà questo pericolo non è dato a sapere. Scrive Salvatore Scapino sul il Giornale del 6 giugno 2006: < - L'illusione pacifista - Le anime belle che s'illudono di vincere il male sventolando la bandiera arcobaleno...i pacifisti in buona e malafede sostenevano che sarebbe bastato annunciare, chiara e forte, la volontà dell'Italia di ritirare la sua missione di pace dall'Irak perchè d'incanto cessassero gli atti di ostilità nei confronti dei nostri militari...Ma la realtà, le ragioni del terrorismo che vuole a tutti i costi impedire la stabilizzazione e il consolidamento della democrazia in quel tormentato Paese hanno un altro passo e un'altra logica...Sarà bene ricordare che in Irak sono state rapite due cooperatrici italiane (le due Simone)...E' stato ucciso il giornalista Enzo Baldoni, che era su posizioni pacifiste e anti-Usa; è stata rapita la giornalista Giuliana Sgrena, anche lei fieramente critica nei confronti degli americani...Alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo quest'idea di moltiplicare il numero dei civili, ritirando nel contempo, entro l'anno, il contingente militare è una infelice illusione...>