Massimo Introvigne, il Giornale 14 maggio 2004: "...La terra martire per eccellenza del terrorismo ultra-fondamentalista è l'Algeria: centomila morti, ammazzati in dieci anni. I morti algerini di terrorismo, circa diecimila all'anno prima dell'11 settembre, sono diventati un migliaio nel 2002 e qualche centinaia nel 2003...ulteriormente diminuito negli ultimi dodici mesi...Chi è impegnato a scappare e nascondersi non può che rallentare la preparazione degli attentati...anche il numero di morti ammazzati da Hamas negli ultimi mesi è diminuito..."
Mario Giordano, il Giornale 19 maggio 2004: "...In Ruanda nel 2004 gli Stati Uniti decisero che la loro pace valeva più della pace di quel Paese. Se ne andarono...Se con le armi si evitano 800mila morti, usare le armi non è forse la migliore forma di pace possibile?...E se la pace non c'è come si fa a portarla? Con i biscottini e il caffelatte? Con le buone intenzioni? Con i libri di Gino Strada?...quando la pace viene attaccata le bandiere arcobaleno non servono. Servono gli uomini come Matteo Vanzan...forse non è il mondo in cui vorremmo vivere. Ma, piaccia o no, è il mondo in cui viviamo."
Anche la Conferenza Episcopale Italiana ha ribadito che non si possono abbandonare gli iracheni ad un tragico e terribile destino. Stesso appello è stato praticamente lanciato dal segretario dell'Onu Kofi Annan dopo le storiche elezioni del 30 gennaio 2005, dove oltre 8 milioni di iracheni hanno sfidato le minacce dei terroristi ed hanno mostrato orgogliosamente il dito macchiato d'inchiostro. Nel dibattito al Senato per la conferma della missione italiana, il senatore UDC D'Onofrio ha detto. < Dove sono presenti gli italiani si è registrata la più alta percentuale di votanti >.
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