Don Oreste Benzi e Enzo Biagi - Politici ambigui

Sincero cordoglio per la scomparsa di una persona e di un grande giornalista, Dio lo accoglierà sicuramente in cielo, però le parole ed i gesti restano  ed alcune cose che egli ha detto e fatto non sono all'altezza della sua fama. La sua proverbiale ironia per una volta ha lasciato il posto ad offese gratuite e scorrettezze elettorali inaccettabili in una compiuta democrazia. Rivedendo l’intervista a Benigni del 10 maggio 2001, proprio al termine della campagna elettorale, l’indignazione è di nuovo affiorata e se quest’intervista è stata la causa del suo allontanamento è più che giusto. Però la figlia Bice ancora oggi, nel giorno del dolore, ha ricordato la presunta ingiustizia del cosiddetto “editto bulgaro”. Non solo Biagi approfittò della sua posizione per mettere in atto una scorrettezza mai osata da nessuno, dopo qualche anno scrisse sul Corriere della Sera del "...servilismo degli estimatori di Berlusconi...". Offendendo così me e tanti milioni di italiani che hanno votato e votano liberamente, senza alcun condizionamento, Berlusconi ed il suo progetto politico. Queste due morti sono avvenute quasi in contemporanea, curiosamente come Madre Teresa di Calcutta e Lady Diana, ma il comportamento dei politici è stato ben diverso. Al funerale di Don Oreste non c’era quasi nessuno, mentre da Biagi sono accorsi il primo ministro Prodi, il nuovo leader Veltroni, il ministro Gentiloni, il sindaco Cofferati e altri. Come mai? E’ forse stato l’ultimo ringraziamento per averli aiutati a vincere per un soffio le elezioni? Biagi ha continuato ad aiutare la sinistra anche dopo “Il Fatto” e forse anche più. Infatti Prodi e compagni hanno sempre usato l’argomento della “martirizzazione” dei giornalisti per fronteggiare Berlusconi. Ancora adesso lo stanno riproponendo, forse perché si sentono già in campagna elettorale, anche con il ritorno di Celentano che proprio due anni fa denunciò falsamente la mancanza di libertà di stampa. Ma è bene ricordare che la censura è tipica della cultura di sinistra, testimoni ne sono le querele a Forattini e il divieto a Filippo Facci, da parte della Rai(che è controllata dalla sinistra), di partecipare alla trasmissione Annozero di Santoro, dove si trattava appunto della morte di Enzo Biagi e delle presunte epurazioni.