La Pace, la spada e la Croce

Penso e temo che altri Uri Grossman e Hina Saleem “dovranno morire prima che l’Europa apra gli occhi e capisca”. Ma anche altri Angelo Frammartino avranno la stessa sorte dato che lo stesso padre non ha mostrato risentimento verso l’omicida, che da parte sua non ha espresso pentimento nonostante l’ammissione dell’errore.

Quel povero genitore, comunista duro e puro forse come il figlio, ha attribuito la colpa alla guerra come fanno tutti i compagni. Il guaio è che accanto ad una sinistra finta pacifista e finta buonista, quindi fanatica, marcia una parte del mondo cattolico che si comporta alla stessa maniera. Da credente ho dovuto mio malgrado accorgermi che un elevato numero di preti e fedeli si comporta alla stessa maniera degli estremisti di ogni genere, islamici compresi, e cioè interpretano il Vangelo in una maniera rigorosa che rasenta il fanatismo. Invece le Sacre Scritture hanno una valenza universale e si rivolgono a tutti e a tutto, occorre meditarle a fondo e comprenderne il significato. Il Vangelo trasuda d’inviti alla pace ed alla tolleranza ma spesso vi si trovano anche frasi dure e forti, quindi occorre capirle e non interpretarle perché l’interpretazione è soggettiva e si rischia di stravolgerne il significato vero e profondo, quindi può prestarsi a deviazioni molto pericolose. Ad esempio Gesù disse “non sono venuto a portare la pace ma la spada” ed è importante distinguere la spada dalla guerra, che non è mai nominata. La spada è sì simbolo di potenza, ma anche e soprattutto un invito a non rimanere inermi ed a combattere con le parole e la persuasione ma anche con la forza, se necessario, per non farsi sopraffare. D’altra parte anche San Michele Arcangelo viene raffigurato con in mano una spada e Benedetto XVI disse che “nella Via Crucis non possiamo essere solo spettatori“. D’altronde la croce e la spada sono così simili nella forma. Inoltre Mons. Giampaolo Crepaldi, segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, ha affermato che “sul diritto della forza deve prevalere la forza del diritto”. Parole pienamente condivisibili ma come le si rigira c’è sempre di mezzo la forza, che spesso è l’unico mezzo per risolvere le controversie. A proposito di accoglienza, dialogo, solidarietà, condivisione, integrazione, eccetera, che sono gli argomenti forti dei catto-comunisti, sempre il Vangelo di Matteo capitolo 10 versetto 14 è molto chiaro. Gesù dice: “Se uno non vi riceve né vuole ascoltare le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scuotete la polvere dai vostri piedi”. Che tradotto in pratica significa che è inutile voler dialogare a tutti i costi con chi non è disposto a farlo, prima di essere sopraffatti è meglio allontanarsi e magari aspettare tempi migliori. Pertanto ribadisco che molti cattolici, preti in prima fila, dovrebbero farsi un bell’esame di coscienza se non vogliono sentirsi “blasfemi” e “crocefiggere di nuovo Colui che, anche per loro, è morto”, come scrisse la signora Giovanna Zaccaria. Anche sulla croce Gesù lancia un grido che lascia un pò perplessi e che fa pensare "Dio mio perchè mi hai abbandonato?", ben sapendo che Dio non abbandona nessuno. Ma con questo vuol dimostrarsi uomo fino in fondo, con tutte le debolezze umane, per poi affidarsi al Padre.i