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Ma la deriva autoritaria di questa sinistra scade nel ridicolo in occasione della loro protesta per la trasmissione in leggera differita del concerto del 1° maggio a Piazza San Giovanni di Roma: è soltanto un atto dovuto in base alla legge sulla par condicio, voluta da loro stessi! Chi è causa del suo mal pianga se stesso! Scrive Mario Giordano su "il Giornale" del 28 aprile 2004: "...Pianti e strepiti, e naturalmente il ricorso alla parola d'ordine di chi non sa cosa dire (e non conosce ciò di cui parla): censura...Proprio così principini del vittimismo pagato peso d'oro: sono quelle regole che vi piacevano tanto. Che avete benedetto, celebrato e glorificato. Quelle regole con cui vi siete riempiti la bocca, evidentemente senza averle mai lette nemmeno una volta. Dalle vostre parti, è chiaro, si usa così, tanto che importa? Un insulto a Berlusconi e via, si è ammessi di diritto nel club degli intellettuali. A noi, invece, queste regole fanno abbastanza schifo...Più che fare i giornalisti bisogna diventare farmacisti, con il bilancino dei secondi da aggiornare in tempo reale...Per fare cronaca politica, di questi tempi bisogna sopratutto conoscere bene l'aritmetica...Perchè non garantiscono l'equità dell'informazione, al massimo garantiscono l'equità della noia...una legge assurda e illiberale, una legge che mette la museruola, che (com'è tradizione della sinistra) punta a piallare anziché a far crescere, a limitare anziche a moltiplicare (non è la stessa linea di chi si oppone alla legge Gasparri? Non è la stessa linea di chi dice che per aumentare il pluralismo bisogna ridurre il numero dei canali?)... coloro che adesso strillano alla museruola erano contenti che ci fosse la museruola...O pretendete che le regole si applichino solo a quelli che non hanno timbrato il cartellino della sinistra militante?..."Dopo le elezioni del 9-10 aprile 2006 la sinistra, pur avendo vinto solo nei seggi e non nei voti, ha occupato tutte le istituzioni e si appresta ad occupare anche la televisione, convinta che è un mezzo determinante per il consenso. E pensare che una indagine ha rivelato che gli italiani sono i cittadini europei che passano il minore tempo alla tv! Con lo sventurato avvento del secondo tragico governo Prodi i "martiri della tv"(colpiti da cosiddetto "editto bulgaro") ritornano ma: "...Francamente se fossero rimasti a casa il pubblico televisivo non ne avrebbe sofferto più di tanto...Gli esordi non sono stati brillanti: Santoro continua a rotolarsi nel fango come ha sempre fatto, Biagi si affida ai suoi oracoli sibillini..."; Turi Vasile, il Giornale, 1 maggio 2007.- << Prec
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