Non avrei mai immaginato che dopo 15 anni, e dopo 3 legislature con protagonisti gli amici della ex-DC, sarei tornato a scrivere ancora le stesse cose che scrissi su "L'Amico", il giornalino politico, a proposito di biciclette e piste ciclabili:
< Il tempo che stiamo vivendo è purtroppo dominato da un feticcio rumoroso e puzzolente che troppo spesso sa anche uccidere. Nel suo nome si costruiscono strade sempre più numerose, sempre più grandi e sempre più intasate. L'automobile oggi non è più un mezzo ma un fine, uno status-simbol per il quale si è pronti a tutto, ed i pensieri della gente, i giornali, la televisione, ecc., sono pieni di questi mostri sempre più possenti. In un angolino, novella cenerentola, è relegata la bicicletta, rispolverata ogni tanto in massa solo come occasione di moda. Com'erano belli quei tempi in cui la bicicletta era il principale mezzo di spostamento ed i giorni dell'austerity quando ciclisti e pedoni spadroneggiavano! Il ciclismo è uno sport antico ed ancor oggi molto popolare, ma non per gli amministratori pubblici che fanno costruire grandiosi stadi ma non pensano minimamente ai velodromi. Anche Misano si è fatto il suo stadio megagalattico ma per i ciclisti non c'è spazio, neanche un piccolo circuito chiuso per allenare tranquillamente fuori dai pericoli i ragazzini che praticano questo sport. Il nostro stesso centro cittadino, così come i centri anneriti delle città, è tabù per le bici che si muovono a fatica e in mezzo alle auto a causa di sottopassi schifosi. A Misano abbiamo la fortuna di avere tanti spazi verdi a disposizione ed invece si continua a gettare grandi masse di cemento nelle strade inutilmente ed in opere mastodontiche. E allora perchè non si creano i cosiddetti percorsi-vita per cicli e pedoni, per riassaporare il gusto di muoversi in mezzo alla natura, di ritemprarsi il corpo e per valorizzare al meglio l'entroterra? Eh sì! perchè solo al ritmo lento della bici e dei propri passi si possono riscoprire angoli perduti e le bellezze della natura, ma anche quelle create dall'uomo, che altrimenti il ritmo frenetico delle scatole d'acciaio non permette di cogliere e gustare. >
Cosa è cambiato da quando scrissi queste cose? Niente o quasi. Si è finalmente realizzato un percorso lungo il Conca e sulle colline, con tanto di bella cartina redatta nel giugno del 2007, con percorsi e piste ciclabili. Ma quella al Lungomare che viene descritta è solo virtuale: nel nuovo arredo non è possibile distinguere dove devono passare pedoni bici e auto, mentre quella verso Portoverde non può essere definita una vera pista ciclabile, perchè con solo la segnaletica orizzontale una pista ciclabile non può essere tale. Le vere ed uniche sono i 700 metri di percorso ciclopedonale sui due lati della strada di collegamento, fra Via Petrarca e Portoverde, ed il tratto fra Santamonica e Via Ponte Conca, realizzato bel luglio 2008. Nel frattempo si è costruito tantissimo, il traffico è aumentato enormemente e le strade sono sempre le stesse, senza piste ciclabili per la sicurezza di chi si sosta a piedi o in bicicletta. Finalmente, dopo anni di battaglie, è stato realizzato anche il nuovo sottopasso di Via Repubblica, ma le biciclette devono anche qui passare in mezzo ai pedoni, su una passerella stretta, e contro le auto in strada nella parte a monte. Pazzesco!
