Conti pubblici

 A Tremonti tornano bene i conti, invece per la sinistra italiana la matematica è sempre un'opinione

Fra le tante falsità e sciocchezze che la sinistra usa per denigrare l'operato del Governo Berlusconi c'è anche l'affermazione che il primo ministro ed i suoi collaboratori non sono all'altezza di far tornare i conti e quindi il Paese sta arretrando. Dire che la nostra economia sia in difficoltà è come scoprire l'acqua calda se si tiene conto della difficile situazione internazionale: sono anni che la congiuntura è in stagnazione e la situazione si è aggravata con le guerre seguite all' 11 settembre. Pertanto quando si raffrontano i parametri economici e finanziari lo si deve fare in primo luogo nel contesto europeo,

considerato che siamo partecipi all'Unione Europea e alla moneta unica, ed in secondo luogo in ambito planetario visto che siamo parte dei G7, ovvero i sette Paesi più industrializzati del mondo. Altrimenti i numeri si interpretano a proprio piacimento e si può dare quindi dimostrazione della tesi che la matematica è una opinione.


Da tre anni si sente dire a sinistra che invece del  3% con il Governo Berlusconi è sceso allo 0,3, questa è una affermazione falsa e si interpreta poi a proprio comodo la situazione. Il 3% per il 2004 era previsto nel DPEF (Documento di Programmazione Economica e Finanziaria ) del luglio 2000 dal governo Amato e subito corretto al 2,4 dal centrodestra nel luglio del 2001 perché la congiuntura economica era in stagnazione sin dal 1999 e in calo dal 2000. Quindi prima dell'11 settembre che ha fatto crollare la produzione internazionale di tutti i Paesi. Quello che conta per l' Italia è il paragone con la media europea e lo 0,4 del 2003 è in linea con essa. Ma a fine 2004 il Pil è tornato a crescere ad 1,3 (dati Ocse), nei G7 solo Italia e Gran Bretagna crescono. I primi mesi del 2005 però segnano un arretramento, anche se non distante dalla media europea. Nel 2006 però riprende la crescita e si arriva ad 1,6.


Altro parametro importante per lo stato di una economia. Nel 2003 si è attestato sul -2,4% , addirittura più basso della media europea e ancora al sicuro dal 3%  richiesto dal Patto di Stabilità e superato abbondantemente da Germania, Francia e Portogallo e ultimamente anche da Inghilterra e Olanda. Nel 2004 cresce leggermente ma il Governo assicura che nel 2005 non si sforerà, nemmeno la Commissione Europea vede particolari allarmismi ma la sinistra sì (come al solito).

Debito/Pil

Nel 1992 era del 120%, nel 2001 è stato rilevato al 110 dall'attuale governo e nel 2003 è sceso al 106. Nel 2005 però torna al 108.


Nel 2003 si è attestata sul 2,3% e vicina quindi non tanto distante dalla media europea del 1,9, anche se la sinistra continua a provocare allarme sul caro vita. L'inflazione percepita a causa dell'Euro e del 5,5% perché occorre aggiungere il 3,2 dovuto alla differenza provocata dal paragone 1 euro uguale mille lire. Gli abituali arrotondamenti, dovuti alla Però nel cambio della moneta c'è stato chi ne ha approfittato e questo è accaduto in tutta Europa, ma sono situazioni isolate mentre l'andamento dei prezzi ha rispettato in maggioranza le cifre dell'inflazione ed in qualche caso anche meno. Nel 2004 l'inflazione è scesa sotto il 2% e nel 2005 resta al 2,2% contro il 2,4 della media europea.

Stipendi

Sono cresciuti mediamente del 3,7% e quindi molto più dell'inflazione.

Disoccupazione

Il dato di gennaio 2004 parla di una discesa al 8,7%, ma a fine anno è addirittura scesa al 7,4 (dati Istat), come non succedeva da 12 anni! Ma per la sinistra come sempre non è vero, per loro sono posti di lavoro fasulli.           

Pressione fiscale   

Nel 1997 era del 44,5% mentre nel 2004 è scesa al 41,8. Naturalmente la sinistra dice il contrario, ma la realtà si misura nelle tasche dei contribuenti.

           


     Il debito pubblico elevatissimo ha pesato enormemente sui governi sia di centro-sinistra che di centrodestra.

- Il centrosinistra però è stato agevolato da una congiuntura favorevole, della possibilità di attuare privatizzazioni e della cosiddetta pace sociale di compiacenti sindacati. Nonostante tutto ha applicato tasse odiose come l' ICI sulla prima casa e l' addizionale regionale Irpef. Quindi tasse sulle classi deboli. Se malauguratamente governasse oggi ci ritroveremmo con nuove tasse in più.

- La Casa delle Libertà ha dovuto affrontare una congiuntura economica mondiale in discesa e crollata dopo l' 11 settembre, non ha più a disposizione privatizzazioni, i sindacati sono tornati a proclamare molti scioperi (che hanno solo carattere politico) che incidono sulle finanze pubbliche, così come i crac finanziari delle grandi industrie. Senza dimenticare poi le spese militari delle tante missioni di pace: 209 milioni di euro per l' Irak e di 525 compresi Bosnia, Kosovo, Macedonia, Albania, Afghanistan e altre minori.

Nonostante tutto i conti sono in ordine, le pensioni minime per tanti pensionati sono aumentate, le tasse per i bassi redditi sono diminuite e la pressione fiscale totale non è aumentata.