E' sorto sulle italiche sponde un nuovo partito, anche se nessuno ne sentiva il bisogno, che la Costituzione dovrebbe mettere al bando come avviene per il vecchio partito fascista, che era di destra, ma quello odierno è di sinistra e quindi intoccabile. "Sfascisti", con una licenza letterale, sono coloro che sfasciano una cosa prima ben ordinata e composta.
Ferdinando Adornato su "il Giornale" il 3 marzo 2004: "...Se l'antifascismo e l'anticomunismo hanno contribuito a rendere forte la democrazia della Prima Repubblica, "l'antisfascismo" sembra ora indispensabile alla Seconda per realizzare una compiuta modernizzazione dell'Italia... E' ormai nato un vero e proprio Partito Sfascista Italiano che cerca ogni pretesto pur di seminare l'idea che l'Italia sia sull'orlo del baratro e che le responsabilità vadano addebitate esclusivamente all'attuale governo...cinicamente pronti a diventare "tifosi" del declino del Paese al solo scopo di battere Berlusconi e il centro-destra. Un fine da raggiungere con qualsiasi mezzo: anche barando sui dati... Il nostro tasso di crescita è dello 0,3%, quello della Francia è 0,2% e quello della Germani vede addirittura il segno meno: -0,1%...il rapporto deficit-Pil si è attestato sul 2,4% in progresso rispetto alle previsioni del nostro stesso governo(2,5%) e della commissione di Bruxelles(2,6%)...gli occupati sono aumentati... Insomma l'Italia cresce poco: ma risponde positivamente alla crisi, migliorando sia sul piano della finanza pubblica che su quello dell'occupazione. Tutto ciò, si badi, senza aumentare di una virgola la pressione fiscale. Il leggero aumento(0,9%) descritto dall'Istat si deve solo alle nuove entrate favorite dai condoni. In conclusione: il bicchiere mezzo vuoto ci preoccupa e molto, ma il bicchiere mezzo pieno ci parla di una specie di miracolo realizzato dagli italiani di fronte a una delle più gravi crisi mondiali dagli ultimi decenni... Invece no il partito sfascista proclama il declino dell'Italia e lancia una campagna politico-mediatica atta a seminare pessimismo e sconcerto nell'opinione pubblica e nei cittadini-consumatori...".
Sfascisti allo sfascio, Mario Giordano il Giornale 2 marzo 2005: <...rispettiamo i parametri di Maastricht, riduciamo il debito e nello stesso tempo facciamo scendere la pressione fiscale...ci sarebbe da stappare una bottiglia di champagne(rigorosamente italiano)...E invece, ieri, appena sono usciti i dati dell'Istat si è assistito in iTalia ad un triste spettacolo di masochismo applicato all'economia. L'ex ministro Visco, quello che quand'era al governo s'inventava una tassa al giorno, ha perso il controllo e ha cominciato a blaterare di "dati manipolati"...Fassino straparla di "dati fasulli", la Cgil di "artifici contabili", mentre una nota ufficiale dei Ds conferma, senza sentire il bisogno di alcuna verifica empirica, il dogma della fede sfascista: "l'Italia rischia il declino". Evviva. E' davvero singolare la soddisfazione di chi si augura tutto il male per il proprio Paese. Ed è ancor più singolare che, sull'aspettativa del crollo del proprio Paese, una parte politica imposti battaglie, iniziative, lotte, forse la sua stessa esistenza. E' singolare e assurdo. A pensarci bene, nessuna opposizione seria di uno Stato serio lo farebbe mai. >
Nonostante l'allarme dell'Ocse sui conti pubblici, nel maggio 2005, si deve ricordare che altri grandi paesi europei da tempo hanno sforato i parametri e che per la disoccupazione siamo sotto la media europea e che le retribuzioni negli ultimi anni sono aumentate quasi il doppio dell'inflazione(3,6%). Le difficoltà della nostra economia vengono da lontano, da almeno dieci anni e per colpa di un debito pubblico enorme che pesa da decenni. Il centrosinistra ha tamponato le falle con le tasse, la Casa delle Libertà le tasse le ha ridotte ma ora si trova a fare i conti con scioperi a oltranza e con la concorrenza cinese. Entrambe le situazioni gravano fortemente sulla nostra economia.
Un lettore su il Giornale 23 giugno 2005: <...Sapete spiegarmi chi fornisce a quella folla i soldi per intasare strade, aree di sosta e autogrill, se siamo in recessione e il lavoro va così male?> Aggiungo che ci sono tanti altri esempi per misurare lo stato economico degli italiani: quasi tutte le strade e le autostrade italiani sono sempre intasate non solo per andare a lavorare ma, sopratutto nei fine settimana, per andare in vacanza, oppure in discoteca, ai concerti, ai supermercati <...opulenza a vista > (come afferma un'altro lettore), al cinema, eccetera. Tutti luoghi dove non si va certo gratis! Inoltre i viaggi all'estero degli italiani sono aumentati del 10%! Senza dimenticare che siamo primi in Europa come numero di case in proprietà (l'81% delle famiglie!), nel numero di auto possedute, così per i telefoni cellulari ed i televisori, come ricordato dal premier Berlusconi nella conferenza stampa del 27 maggio, in occasione della visita del premier britannico Tony Balir e ribadito in Parlamento nel comunicare il ritorno di Tremonti al ministero delle Finanze. Se questa è un'Italia sull'orlo del baratro che dire delle altre nazioni europee?
Mario Giordano, il Giornale 26 giugno 2005: < La falsa austerity...c'è una strana aria in giro, quasi una vaga ispirazione da neo-austerity...questa è la conclusione perfetta del martellamento che da sinistra stanno facendo da qualche tempo a questa parte. Prima ci hanno convinto che siamo poverissimi, adesso cercano di convincerci che dobbiamo vivere da poverissimi...>
