Ora esaminiamo le presunte ragioni dei cosiddetti no-global, secondo i quali la globalizzazione dei mercati è un male assoluto da impedire e i Grandi della Terra non hanno alcun diritto di decidere per tutti e a scapito dei Paesi poveri. Si dice che le multinazionali si arricchiscono togliendo ai poveri, in parte è vero però la fame e la miseria sono dovute in gran parte alle situazioni ambientali e alle guerre interne. Detta così si deve riconoscere che una buona parte di ragione c' è fra chi contesta, però bisogna riconoscere che la globalizzazione è un processo reale e irreversibile dovuto alla tecnologia e alla facilità delle comunicazioni e dei contatti. Nel mondo di oggi tutto è globale non solo i mercati, ma la cultura, la scienza, lo sport e perfino la delinquenza, per cui la globalizzazione va gestita in maniera equa e solidale. Chi la vuole combattere a tutti i costi o è fuori dal mondo o è in malafede. I Grandi devono riunirsi per esaminare le varie problematiche, compito del popolo e delle associazioni umanitarie è di vigilare che le loro decisioni siano rivolte al bene comune. Ma c' è una bella differenza dal manifestare pacificamente per renderli attenti alle situazioni e dal trasformare le piazze in un campo di battaglia! C' è poi chi dice che i Grandi non hanno diritto di riunirsi solo fra loro e che il G8 dovrebbe essere G190. Ma come si può immaginare che il mondo debba essere gestito da chi non ha né i mezzi e né le capacità di farlo? Anzi è proprio verso loro che devono essere diretti gli aiuti.
Italia baluardo del comunismo - No-global
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