Centro-Sinistra - Politica estera pomo della discordia

Il centro-sinistra ( o anche "Ulivone" se si preferisce ) è composto da 8/9 partiti molto diversi: si va da un partito con radici di destra come l' Italia dei Valori di Di Pietro e da un partito cattolico come l' Udeur di Mastella a partiti di ultra sinistra come i Verdi o i Comunisti Italiani, più intransigenti di Rifondazione Comunista, che presentano tantissime differenze fra loro. La più grave e drammatica differenza si è evidenziata nel 1998 in occasione dell' appoggio all' intervento USA in Serbia e Kosovo, senza il voto della minoranza di allora non sarebbe stato possibile. Altra divisione si è perpetuata  per l' invio degli alpini in Afghanistan. Altra evidente e vergognosa divisione si è materializzata nelle dichiarazioni di Diliberto, Bertinotti e del "dottor" Strada il giorno stesso del vile attentato in Iraq del 12 novembre 2003, che è costato la vita a 17 militari italiani di stanza a Nassiriya oltre a 2 civili e 8 iracheni. Non si sono limitati ad un sostegno irresponsabile per il ritiro delle truppe, ma si è voluto far capire che sono morti per colpa di Berlusconi che li ha mandati là. Fare speculazioni politiche sulla morte delle persone è un atteggiamento ignobile. Si è ancora una volta dimostrato, se ce ne era bisogno, che il centro-sinistra sui temi di politica estera non è in grado di governare. Sulla politica interna si può ben ricordare che dal 1996 al 2001, in soli cinque anni, hanno messo in campo ben 4 leader: Prodi, D'Alema, Amato e Rutelli nell'ordine. Per il 2006 riesumeranno la faccia ridente di Prodi, non mi sembra proprio un esempio di chiarezza di idee!La frammentazione dell'Ulivone è evidentissima esaminando aree e correnti interne. L'alleanza è suddivisa in tre arre principali: cattolici, Udeur e Margherita; riformisti, Sdi e Di Pietro; massimalisti, estremisti di tipo bolscevico. Nei partiti la Margherita è divisa fra cattolici e laici e fra prodiani e rutelliani; i DS hanno il correntone che guarda più a sinistra ed un'area riformista e moderata che è però maggioritaria; perfino RC ha quattro/cinque correnti, Bertinotti ha una maggioranza poco ampia. Una vera e propria babele impossibile da amalgare, tanto più che a compilcare le cose è giunta la vittoria alle primarie in Puglia il 9 gennaio 2005 del comunista Nichi Vendola. Il dato politico prorompente è che se un "rifondarolo" ha vinto in una regione dove D'Alema ha un grande seguito, come pure la Margherita, cosa può succedere in altre regioni?    

Forte momento di contrasto è il rifinanziamento della missione in Irak, da approvare entro marzo 2005. Dopo le storiche elezioni svoltesi il 30 gennaio è ancora più importante restare ad aiutare la popolazione fino a che la situazione sarà più stabile e sicura (Anche Kofi Annan lo ha richiesto), ma i duri e puri della sinistra non cedono. Finirà che i cosiddetti moderati del centro dovranno come sempre cedere ai ricatti e alle violenze verbali degli estremisti. Infatti Diliberto dei Comunisti Italiani ha detto che non bisogna fare regali a Berlusconi, confermando quindi che a loro non importa un fico secco del popolo iracheno ma lo usano solo per fini elettorali e propagandistici. Nel dibattito parlamentare, svoltosi il 16 febbraio 2005, il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani ha detto: < Il centrosinistra è con il "popolo no-global", noi siamo con il popolo iracheno >. Il capogruppo di Udc D'Onofrio: < Milioni di italiani della Margherita non sono così più rappresentati >. Del Pennino dei repubblicani: < Il capo del centrosinistra si chiama "Prodinotti" >.