-Si sono schierati a favore degli scioperi selvaggi dei tranvieri, nonostante il parere dei sindacati. Le giuste richieste dei lavoratori divengono inaccettabili quando colpiscono i diritti di altri lavoratori. Così come appoggiano incondizionatamente lo sciopero di 24 ore dei ferrovieri il 10 gennaio 2005, che provocherà gravi disagi ai cittadini. Il pretesto è la sicurezza delle linee, che è un problema vero e serio ma ha origini molto lontane e non è certo da addebitare a questo Governo. Però si sa che per la sinistra qualsiasi pretesto è valido per dare addosso a Berlusconi e a chi lo appoggia.
-Hanno addossato all'attuale Governo le colpe dei vari crac finanziari (Cirio, Parmalat, Termini Imerese, Fiat, acciaierie di Terni,ecc.) guardandosi bene dal rilevare che essi vengono da lontano, problemi e difficoltà si sono accumulati negli ultimi decenni e per colpa anche dei governi di centro-sinistra.
- Ogni tanto organizzano una manifestazione contro la Riforma della Scuola voluta dal ministro Letizia Moratti, fin qui non c'è nulla di male perché ognuno ha diritto di protestare. Contestano l'abolizione o riduzione del tempo pieno, la qual cosa però è completamente falsa. Passi anche questo, ma usare i bambini per il loro scopo, che è solo politico, questo sì che è vergognoso! Sul "il Giornale" del 27 gennaio 2004 Paolo Granzotto scrive: "...Per molti genitori essa (la scuola) è sentita come luogo dove parcheggiare i figli fino a metà pomeriggio, come babysitteraggio di Stato anche se nessuno vuole ammetterlo preferendo buttarla sul sociologico, che non si sbaglia mai...Ma non può, non deve passare l'aver spinto in prima linea i bambini di sei, nove anni, averli fatti sfilare con i cartelli al collo <Si al tempo pieno-No alla Riforma> o <Riforma Moratti-No grazie>. Va bene la lotta politica, ma questo è sfruttamento dei minori bell'è buono..."- Cantano vittoria per le elezioni suppletive del 24 ottobre 2004 e le sbandierano a tutti i venti, ben sapendo che il 7 a 0 (precedente 4 a 3) è un risultato molto parziale e figlio di un astensionismo (40%) che è molto preoccupante ed è una sconfitta per tutti e per la politica con la P maiuscola. Ma questo a loro non importa.
