Prodi non potrà salvare l'...Ulivone

 

Si sono chiamati Unione anche se il vero nome sarebbe stato Disunione, visti i contrasti interni di questi primi passi tormentati della prima legislatura rossa italiana. A me però piace chiamarli Ulivone, ovvero Ulivo più Rifondazione.
Come capo predestinato e indiscusso hanno chiamato un professore bolognese con il fattore c..., ovvero nato con la camicia, che tutti chiamano Mortadella o Testa Quedra. Prodi infatti è andato a governare una prima volta nel 1996 in un periodo di...vacche grasse, infatti l'economia mondiale era in una fase di crescita, ed ora ci torna in un momento di ripresa economica favorevole. Della quale si fa vanto dopo averne dette di tutti i colori su Berlusconi ed il suo governo, che in realtà ha saputo tenere i conti in ordine in un periodo difficilissimo fra guerra e difficoltà economiche. Ma chi segue le vicende politiche senza paraocchi vari (in primis l'antiberlusconismo) sa che l'esimio ogni qualvolta che è stato chiamato alla guida di importanti organismi, sia italiani che europei, ha combinati disastri immani e condito il tutto con colossali sciocchezze. E sull'insieme informe delle sue gesta aleggia il fantasma della vittoria mentre in realtà le elezioni le ha sempre perse, anche in questo 2006 politicamente ha perso perchè al Senato la Casa delle Libertà ha prevalso per circa 400.000 voti e alla Camera l'Unione ha vinti per 24mila. Poi la distribuzione dei seggi ed i senatori a vita consentono al predestinato di navigare a vista in un mare piuttosto turbolento e a colpi di fiducia. Andiamo a vedere le imprese del novello Don Chisciotte.


 Negli anni '80 qualcuno lo volle per risanare l'IRI, corporazione statale che a forza di elargire favori a destra e a manca ormai era sull'orlo della bancarotta. Ci riuscì certo nell'impresa ma al prezzo di tagliare 150.000 posti di lavoro, come da lui stesso ammesso, e svendendo le aziende come ad esempio l'Alfa Romeo. Nel 1985 afferma che il Ponte sullo Stretto di Messina "sarà agibile nel 1996, non porrò ostacoli a un'opera di prevalente interesse nazionale". Ma il più colossale regalo lo stava per fare con la SME che nel 1986 voleva cedere all'ingegnere Carlo De Benedetti per poco più di 400 miliardi quando ne valeva cinque volte tanto. Sennonché intervenne un certo Silvio Berlusconi che interruppe l'operazione e dopo qualche anno lo Stato incassò i dovuti 2000 miliardi di povere lirucce. Con il risultato che il Cavaliere è ancora oggi sotto processo, quando meriterebbe una medaglia, ed il Professore è ancora alla guida della italica barca. Misteri italiani.

Nel 1996 grazie ad una operazione politica contorta arrivò al potere e riprese a manovrare i suoi "giocattolini" finanziando la Telekom Srbija, obbedendo ad indicazioni europee di aiuto ai Paesi balcanici, e consentendo così ad un personaggio come Milosevich di sopraffare i popoli jugoslavi. Si è dovuto fare una guerra per ripristinare una vita normale alla gente martoriata. Certo l'errore non è stato l'aiuto economico ma il fatto che doveva sapere a chi andavano i soldi, non è cosa di poco conto su cui soprassedere. Sul fronte interno si è divertito a tartassare noi italiani con la tassa per l'Europa, che ci ha restituito come promesso ma solo a metà e con l'aggiunta della addizionale Irpef che ha impoverito la mia busta paga e quella di tanti altri lavoratori.


Dopo la disgraziata (per gli italiani) prima esperienza di governo, viene spedito in Europa a fare il presidente della Commissione Europea e diviene uno degli artefici del penalizzante cambio Lira-Euro che avrà pesanti ripercussioni negative sull'economia italiana. Inoltre da quello scranno così importante interviene sulle vicende politiche italiane, commettendo una grave scorrettezza. Alle elezioni europee del 2004 dichiara "siamo maggioranza", che oltre ad essere scorretto per il ruolo che ricopre è anche una enorme falsità. Giunge addirittura ad affermare che in Italia c'è una "dittatura della maggioranza", frase che denota una assoluta incompetenza: se in un Paese c'è una maggioranza vuol dire che c'è anche una opposizione, entrambe elette con libere elezioni e non certo in regime dittatoriale, che è semplicemente un normale iter democratico. Inoltre alla cessazione del mandato europeo incasserà 13.700 euro al mese (il 55% della retribuzione) a titolo di "reinserimento nella vita sociale", e poi verrà a chiedere spudoratamente a tutti i cittadini contributi per la campagna elettorale, lettere del marzo 2005.   

Dopo le primarie in Puglia, dove si è scelto Vendola di Rifondazione Comunista, scrive Bozzo su il Giornale 18 gennnaio 2005: Chi designerà Prodi candidato se tutta la mobilitazione di D'Alema in Puglia, dove egli è molto forte, non è stata sufficiente a determinare un consenso popolare? Da notare che anche la Margherita è forte in Puglia.


Si dice d'accordo con le parole di Benedetto XVI che ha ricordato i valori fondamentali della vita della famiglia e delle scuole cattoliche, però si allea con chi la pensa esattamente al contrario cioè comunisti e anticlericali.

Nel luglio del 2005 definisce i soldati italiani forza di occupazione: "Se il centrosinistra andrà al governo, i militari italiani in Irak saranno ritirate come truppe di occupazione". Sebbene il Presidente Ciampi ha sempre ribadito che la nostra è una missione di pace in pieno rispetto della Costituzione.

Dichiara anche "Siamo la porta dell'Asia", che pare voler dire: venite pure tutti in Italia, poi si vedrà.

Dopo la vittoria elettorale del 10 aprile 2006 dichiara "Politicamente abbiamo vinto", quindi ammissione indiretta di una vittoria che non è tale. Come può infatti governare una maggioranza che deve fare affidamento sui senatori a vita e che è fortemente condizionata dalla sinistra estrema?

Ce n'è abbastanza per sostenere che una metà di italiani non ha compreso bene chi e cosa ha votato, ma non è tutto e altre acidità in salsa prodiana le troverete nel capitolo "prodate con la camicia di forza". 

 
Dopo la batosta elettorale alle amministrative del 27/28 maggio 2007, il centro-sinistra non ha potuto come sempre affermare il contrario, visto che anche i giornali a loro vicini hanno confermato la “bruciante sconfitta” e lo “schiaffo al governo”, tuttavia ha cercato di minimizzare. Con la solita faccia Prodi ha come al solito esternato sciocche e false affermazioni : “Ho  fatto un programma di cinque anni, i frutti si vedranno alla fine, questo è il ciclo della democrazia” ed è vero in parte, ma quando Berlusconi sosteneva la stessa cosa la sinistra lo dileggiava. Gli ha ben risposto l’ex ministro Matteoli: “se resta Prodi fra cinque anni ci sarà terra bruciata, altro che raccolto!”. Poi ha anche detto”non voglio che il Paese vada in malora come successo negli anni Ottanta”, probabilmente non si ricorda più che in quegl’anni fu proprio lui uno dei protagonisti del disastro, da presidente dell’Iri svendette le aziende pubbliche. Inoltre ha anche sostenuto che “Berlusconi ha sempre preso delle stangate nelle elezioni locali, da olio santo”, frase che risalta la sua anima catto-comunista  e l’abitudine alle menzogne, perché non è vero che la Casa delle Libertà ha sempre perso le precedenti elezioni. Gli italiani quindi hanno dichiarato democraticamente e con forza che non ne possono più di Prodi, ma probabilmente anche i suoi stessi alleati. Non resta quindi che star seduti sulla riva ad aspettare che passi il cadavere del nemico (in senso politico ovviamente).