Quel Demonio del Cavaliere!

Certo che se il PCI-PDS-DS o centrosinistra o Ulivo, o altro dir si voglia come più pare e piace, avesse un briciolo di passione per la vera politica che spesso porta ad avere anche autoironia e rispetto dell' avversario, dovrebbe ringraziare Silvio Berlusconi per la sua "discesa in campo". Se non ci fosse lui non saprebbero che cosa raccontare ai loro simpatizzanti e senza di lui non saprebbero su quali basi poter stare assieme in una coalizione talmente variegata.

Non solo, nel nome della lotta al nuovo Nemico, i compagni sono riusciti a trovare nuova linfa e riproporre con più impegno (anche di nuovi giovani) le tanto amate Feste dell'Unità, che stavano perdendo il loro smalto originario. Ripercorriamo le varie fasi politiche: nell' anno quarantasettesimo della Repubblica Italiana ( 1993 ) le forze politiche che fino a quel momento la avevano caratterizzata erano andate tutte in frantumi, ma i gatti dalle sette vite ( i comunisti ) seppero riorganizzarsi trasformandosi in "Progressisti" e accogliendo nelle loro file alcuni pezzi della ex DC. Di fronte avevano ben poca cosa e cioè soltanto una Lega in forte crescita, qualche pezzo della "Balena Bianca" e la destra del MSI. Si profilava all' orizzonte una schiacciante vittoria che avrebbe portato probabilmente ad un periodo politico quasi monocolore e molto monotono, ma ecco profilarsi all' orizzonte la folgorante sagoma del Cavaliere che con la sua Forza Italia contribuì a vivacizzare la scena politica. Ottenne una inaspettata vittoria, funzionando da volano per la nuova Alleanza Nazionale, e diventò primo ministro del Polo per le Libertà con l' appoggio della Lega di Bossi. Si capì subito che era un governo innovativo da Seconda Repubblica, ma i "gatti rossi ", che non eccellono in spirito politico responsabile e rispettoso, carpendo l' ingenuità e l' inesperienza, con l' aiuto e la compiacenza dei sindacati, scatenarono un putiferio. Cacciarono via chi tentò di scardinare il vecchio sistema di potere consociativistico che da vent' anni caratterizzava il mondo politico e si ripresero le tanto amate poltrone. E' questo il vero motivo dell' odio infinito verso Berlusconi che anima la sinistra e non i suoi miliardi, le sue televisioni, i presunti affari sporchi ed il conflitto di interessi! Egli rappresentò il Nuovo, che per la sinistra significa il Male, ma non ne volle sapere di mollare e allora i komunisti ricorsero a tutte le armi improprie, dalle inchieste giudiziarie alla demonizzazione, dall' appoggio dei voltagabbana alle compiacenze del Presidente Scalfaro. Ma il popolo italiano, che non è così ingenuo come loro pensano, li ha sempre contrastati con il voto. Infatti è con il giusto mix fra un capace imprenditore e alcuni validi politici che l' Italia potrà tornare ad occupare quel ruolo di prestigio che le compete, come hanno dichiarato i grandi del mondo, da Bush ad Aznar, dagli esponenti del Partito Popolare Europeo a Khol, da Ciampi ad Agnelli.


L’ultima “birichinata” del Cavaliere, che si diverte a far diventare matti i nostrani comunisti, è stata la battuta sulla sua arte (ormai passata) di playboy che ha dovuto rispolverare con la primo ministro finlandese per ottenere il consenso a Parma per la sede dell'Authority europea sull'alimentazione, anzichè ad Helsinki, il 21 giugno 2005. I giornali non hanno dato gran risalto a questo fatto, come d'altra parte non meritava, tranne l'Unità dei Ds e Europa della Margherita, per i quali qualsiasi cosa dice Berlusconi, giusta o sbagliata che sia, è degna della più feroce critica e da sbattere in prima pagina!  In precedenza, l'estate scorsa, il Presidente del Consiglio ha invitato nella sua villa il Premier inglese Tony Blair e poi s’è presentato alla gente con in testa una bandana (il copricapo lanciato dal compianto campionissimo Marco Pantani), apriti cielo! Tutta la sinistra italiana è andata in fibrillazione. Giù a ricordare che un capo di governo non si può presentare in pubblico in quelle condizioni, addirittura c’è chi ha affermato che voler fare parlare di sé ad ogni occasione (!) è pubblicità occulta, ed altre sciocchezze di tal genere. E pensare che prima dell’era berlusconiana erano proprio loro, i compagni, i paladini dell’anticonformismo e della libertà di espressione. Però i tempi cambiano ed ora i rossi, pressati dall’Ossessione Berlusconi, si mostrano conservatori e bacchettoni. Se avessero un minimo di umorismo avrebbero commentato che il Berlusca è già poco bello di sé, figuriamoci con una bandana in testa. Avremmo riso tutti ed anche il diretto interessato. Invece si sono impegnati in critiche assurde che li rende ridicoli, questo Silvio lo sa e si diverte un mondo a prenderli in giro: “ui fa murì ad pezghe” (li fa morire a forza di pizzichi) come diciamo noi
romagnoli in dialetto. Però ci divertiamo un mondo e aspettiamo trepidanti la prossima trovata del Pirata Bianco.


Ma il più grande colpo di scena perpetuato dal diabolico, che ha spiazzato i poveri gatti, è stato il "contratto con gli italiani" presentato in TV in chiusura di campagna elettorale. Nessuno mai aveva assunto un impegno così preciso e determinato e con una clausola di enorme lealtà verso gli elettori: ...se non riuscirò a realizzare almeno 4 delle 5 "missioni" proposte per cambiare l' Italia e realizzare il Secondo Miracolo Italiano, non mi ripresenterò più ... Diavolo di un Cavaliere!