Costi della politica, potere, poltrone e “il colore (rosso) dei soldi” - Attaccati alla poltrona

Questo è anche un modo per finanziare in maniera non ufficiale i partiti, infatti una parte dei lauti compensi di deputati e consiglieri regionali entra nelle casse dei partiti sotto forma di obolo a sostegno delle loro attività. “Sono stati i comunisti, e dopo di loro i post-comunisti, che hanno costruito pazientemente attraverso le assemblee rappresentative nazionali e locali un meccanismo complesso e funzionante, difficilmente smantellabile, volto a succhiare soldi dallo Stato per canalizzarlo ai rappresentanti dei partiti i quali, nel caso del Pci, hanno sempre riversato disciplinatamente una parte nelle casse del partito.” Così scrive Massimo Teodori su il Giornale, il 30 novembre 2007. Da qui si evince come comunisti, post-comunisti e catto-comunisti siano tenacemente attaccati al potere ed alle poltrone. E l’esempio più vicino a noi è la loro feroce opposizione alla costituzione della Regione Romagna, contrarietà che non ha alcun motivo valido se non nel rischio di perdere il potere in Emilia, in caso di divisione delle due regioni. A tal proposito ritengo che sarebbe molto più utile per la nostra Riviera una Regione Romagna piuttosto dell’attuale Provincia che spesso, come tutte le altre province, si dimostra di essere un ente inutile o perlomeno un doppione inutile della regione e quindi costi che si potrebbero evitare. Ma, si sa, provincia vuol dire soprattutto un certo numero di poltrone e poltroncine in più da dividere.