Proprio in quegli organismi più a contatto con i cittadini, mentre gli Enti più distanti e più remunerati, come i consigli regionali e le camere parlamentari, non vengono per il momento toccati. A dire il vero gli esponenti di spicco della sinistra stanno proponendo la riduzione del numero dei parlamentari, ma dopo avere bocciato con un referendum identica iniziativa messa in atto dal centrodestra. Nel dibattito parlamentare alcuni esponenti di Sinistra Democratica hanno proposto anche il rilancio dei comitati di quartiere, mentre le regioni rosse sono state le prime ad aumentare il numero degli strapagati consiglieri regionali. Una situazione schizofrenica dove da una parte si chiede una cosa e dall’altra l’esatto contrario. Il risultato pratico sarà comunque che nella prossima legislatura il nostro comune tornerà a 16 consiglieri, 11 di maggioranza e 5 di opposizione, svuotando ulteriormente un’aula consigliare che già è vuota di contenuti da parte dei consiglieri di maggioranza, che non intervengono quasi mai nei dibattiti e non presentano domande ed interpellanze, come avviene normalmente nei consessi locali e parlamentari. L’attività consigliare è attualmente sostenuta soltanto dalle opposizioni, anche se non tutte in maniera efficace, e soprattutto da noi del Polo per Misano. Riducendo il numero dei consiglieri di opposizione si riduce anche la loro potenzialità numerica ed il consiglio comunale sarà ancor più soltanto una semplice ratifica di delibere già decise in giunta. I cittadini avranno sempre meno un punto di appoggio e di portavoce nei consiglieri comunali. Ma è proprio questo che vuole la sinistra, che invece di tagliare i costi di organismi inutili taglia i contatti più vicini alla gente e poi moltiplica le poltrone che contano per gli amici e gli amici degli amici.
Costi della politica, potere, poltrone e “il colore (rosso) dei soldi” - Riduzione consiglieri comunali
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