Repubblica gerontocratica

“l’Italia è una repubblica gerontocratica fondata sul potere. La sovranità è di chi la esercita”


Dopo la bocciatura delle riforme costituzionali proposte dalla Casa delle Libertà, al referendum del 25-26 giugno 2006, la modifica alla carta costituzionale da fare immediatamente sarebbe proprio all’articolo 1. Infatti il simbolo del fronte del No è stato il giovanotto novantenne Oscar Luigi Scalfaro ed il governo attuale riesce a sostenersi solo con l’appoggio di altri  arzilli ultra-ottantenni, sperando che Dio li conservi. Questi esemplari provenienti da Jurassic Park hanno il potere nel Dna e vogliono continuare ad esercitarlo fino alla fine, a qualunque costo. Mercoledì 28 giugno se ne è avuta la conferma quando il presidente del Senato “Francesco” Marini non ha concesso la parola all’opposizione sulla pregiudiziale al voto di fiducia su due decreti.  Il “direttore di Villa Arzilla” ed i suoi “assistenti” nella passata legislatura urlavano al colpo di stato ogni qualvolta che il governo, subissato da migliaia di emendamenti, ricorreva al legittimo voto di fiducia. Ora alla prima occasione non hanno esitato un attimo a mettere in atto una decisione mai avvenuta in Parlamento e perseguono nel loro immorale annullamento delle Camere e del ruolo delle opposizioni. Chi ieri urlava “giù le mani dalla Costituzione” oggi la calpesta impunemente.    


L’on. Stefano Servadei del Movimento per l’Autonomia della Romagna ha rilevato che ha vinto la militanza politica. Ed è proprio stato così, evidenziato dalle stesse dichiarazioni del Magnifico Professore di Bologna che, non contento di essersi proclamato anche il primo della classe, al congresso della Uil a Roma ha detto “abbiamo fatto il triplo salto carpiato”, ovvero solo noi siamo capaci di stupire gli altri sono nulla. Prodi ha voluto rimarcare la valenza politica del referendum dopo avere criticato Berlusconi per lo stesso motivo, tanto per confermare con noncuranza l’incredibile doppiezza dei catto-comunisti. Senza considerare poi che non è vero che la sinistra ha vinto sia le elezioni politiche che quelle amministrative, in entrambe si è registrato un sostanziale pareggio. Al terzo appuntamento con le urne invece non ha perso la Casa della Libertà, ma ha perso l’Italia. Un Paese che non si ammoderna rischia di perdere competitività e ricchezza e quindi di arretrare, stavo proprio pensando questo (sempre martedì mattina) ed aprendo i giornali trovo la conferma nelle dichiarazioni di Gorgio Squinzi, presidente di Federchimica: <Avanti così rischiamo di uscire dal G8>. 

In Italia quindi se non sia hanno almeno sessant'anni non si può fare il Presidente della Repubblica, se non si hanno ottant'anni non si può invece fare il Presidente della Repubbllica. Fuori dai nostri confini non è però così, gli uomini (o le donne) che contano sono eletti fra i cinquantenni, e anche meno: Clinton e Bush negli Usa, Blair in Inghilterra, la Merkel in Germania, Aznar e Zapatero in Spagna, da ultimo Sarkozy in Francia. Guarda caso Prodi è fra i più anziani primi ministri del mondo.