I Cattolici e la Politica - Difseaa della Vita

La difesa della vita è un compito primario e assoluto di un cristiano, la vita deve essere difesa nelle sue infinite espressioni, sia naturali che morali, dal momento del concepimento fino alla morte attraverso tutti gli stadi evolutivi che questo processo comporta. Scientificamente parlando, senza timori di smentita da qualsiasi "luminare della medicina", una vita è tale nel momento che lo spermatozoo penetra nell' ovulo. Da quel momento, senza la minima interruzione, si scatena una incredibile serie di divisioni cellulari e successive specializzazioni di esse fino alla formazione di un essere umano che attraverso i vari stadi della vita giunge poi alla senescenza, ovvero alla sua pienezza spirituale, religiosamente parlando. Qualsiasi altra definizione è fuori luogo o di comodo, la vita embrionale è solo una delle situazioni a cui noi tutti siamo chiamati e come tutte le altre ha dei confini temporali indefinibili. La legge 194 ha stabilito che entro novanta giorni dal concepimento è possibile abortire, sarebbe come dire che fino al novantesimo giorno non si sa bene cosa ci sia nell' utero femminile e poi al novantunesimo per chissà quale miracolo diventa una vita umana! Una assurdità senza alcun fondamento né morale né scientifico difesa strenuamente dalla sinistra, in particolare dalle donne. Un cattolico che decide di schierarsi politicamente deve mettere al primo posto la ferma opposizione all' aborto. Se non si difende la vita fin dal suo nascere non ci può essere nè pace nè giustizia nè libertà. Non sono certo mie parole ma di persone alle quali "non sono degno nemmeno di sciogliere i calzari": dopo Gesù, Papa Paolo VI, Madre Teresa di Calcutta, Papa Giovanni Paolo II.