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Questo ahimè lo devo scrivere da cattolico convinto e praticante, per cui mi sento in obbligo di chiarire perché e come i credenti si devono impegnare o più semplicemente schierare. A tale scopo citerò le indicazioni espresse dalla Conferenza Episcopale Italiana in occasione delle elezioni del 13 maggio 2001 e del 9/10 aprile 2006, indicazioni che coincidono perfettamente con la mia visione politica di sempre. Spesso si sente dire od obiettare che un cattolico non deve fare politica. Niente è più falso perché l' impegno e la scelta politica sono un dovere ed un valore di tutti i cittadini, compresi i cattolici ed i preti! Come evidenziato dai vescovi che riconoscono "…la non sostituibilità della politica per il bene del Paese…" e che l' esercizio del voto è un dovere irrinunciabile. Fare politica vuol dire esprimere le proprie idee sul come governare la cosa pubblica, può un cattolico staccarsi da quella che è la sua visione del mondo e delle cose derivata dalla fede, come vorrebbero i sostenitori del laicismo? No, come non lo fa e non lo deve fare qualsiasi altro politico che abbia qualsiasi altra visione diversa. Chiarita questa necessaria premessa ora occorre esaminare e valutare quale scelta esprimere e qui viene la parte più delicata e complessa del tema. Per risolvere l' amletico dubbio basta avere ben presente quelli che per me sono i tre valori fondamentali del cristianesimo: la difesa della vita, la famiglia e la solidarietà. Gli stessi che sono messi in evidenza nella nota della CEI che aggiunge altri temi come la parità scolastica, il lavoro, la dignità di tutti e la pace, che però per me sono riconducibili ai tre enunciati. Per cui un cattolico nel scegliere la parte politica deve optare per quella che esprime pienamente tutti e tre i valori fondamentali del cristianesimo, nessuno escluso! Da ciò si evince che la scelta è semplice perché la sinistra italiana non soddisfa in pieno nessuno dei tre valori e di seguito ne spiego i motivi. Il tutto però intriso del grande presupposto della verità che Gesù poneva sempre all'inizio dei suoi discorsi, perchè Egli stesso è Verità.
