I Cattolici e la Politica

Da quando è andata in frantumi la D.C. abbiamo dovuto prendere atto che molti cattolici e, purtroppo, molti preti si sono schierati con la sinistra. Da quando poi, proprio per frenare questa preoccupante deriva a sinistra dell' Italia, è sceso in campo Silvio Berlusconi si è potuto constatare quanto siano radicati nel mondo cattolico i pregiudizi e l' intolleranza politica.
Questo ahimè lo devo scrivere da cattolico convinto e praticante, per cui mi sento in obbligo di chiarire perché e come i credenti si devono impegnare o più semplicemente schierare. A tale scopo citerò le indicazioni espresse dalla Conferenza Episcopale Italiana in occasione delle elezioni del 13 maggio 2001 e del 9/10 aprile 2006, indicazioni che coincidono perfettamente con la mia visione politica di sempre.
Spesso si sente dire od obiettare che un cattolico non deve fare politica. Niente è più falso perché l' impegno e la scelta politica sono un dovere ed un valore di tutti i cittadini, compresi i cattolici ed i preti! Come evidenziato dai vescovi che riconoscono "…la non sostituibilità della politica per il bene del Paese…" e che l' esercizio del voto è un dovere irrinunciabile. Fare politica vuol dire esprimere le proprie idee sul come governare la cosa pubblica, può un cattolico staccarsi da quella che è la sua visione del mondo e delle cose derivata dalla fede, come vorrebbero i sostenitori del laicismo? No, come non lo fa e non lo deve fare qualsiasi altro politico che abbia qualsiasi altra visione diversa. Chiarita questa necessaria premessa ora occorre esaminare e valutare quale scelta esprimere e qui viene la parte più delicata e complessa del tema. Per risolvere l' amletico dubbio basta avere ben presente quelli che per me sono i tre valori fondamentali del cristianesimo: la difesa della vita, la famiglia e la solidarietà. Gli stessi che sono messi in evidenza nella nota della CEI che aggiunge altri temi come la parità scolastica, il lavoro, la dignità di tutti e la pace, che però per me sono riconducibili ai tre enunciati. Per cui un cattolico nel scegliere la parte politica deve optare per quella che esprime pienamente tutti e tre i valori fondamentali del cristianesimo, nessuno escluso! Da ciò si evince che la scelta è semplice perché la sinistra italiana non soddisfa in pieno nessuno dei tre valori e di seguito ne spiego i motivi. Il tutto però intriso del grande presupposto della verità che Gesù poneva sempre all'inizio dei suoi discorsi, perchè Egli stesso è Verità.


La difesa della vita è un compito primario e assoluto di un cristiano, la vita deve essere difesa nelle sue infinite espressioni, sia naturali che morali, dal momento del concepimento fino alla morte attraverso tutti gli stadi evolutivi che questo processo comporta. Scientificamente parlando, senza timori di smentita da qualsiasi "luminare della medicina", una vita è tale nel momento che lo spermatozoo penetra nell' ovulo. Da quel momento, senza la minima interruzione, si scatena una incredibile serie di divisioni cellulari e successive specializzazioni di esse fino alla formazione di un essere umano che attraverso i vari stadi della vita giunge poi alla senescenza, ovvero alla sua pienezza spirituale, religiosamente parlando. Qualsiasi altra definizione è fuori luogo o di comodo, la vita embrionale è solo una delle situazioni a cui noi tutti siamo chiamati e come tutte le altre ha dei confini temporali indefinibili. La legge 194 ha stabilito che entro novanta giorni dal concepimento è possibile abortire, sarebbe come dire che fino al novantesimo giorno non si sa bene cosa ci sia nell' utero femminile e poi al novantunesimo per chissà quale miracolo diventa una vita umana! Una assurdità senza alcun fondamento né morale né scientifico difesa strenuamente dalla sinistra, in particolare dalle donne. Un cattolico che decide di schierarsi politicamente deve mettere al primo posto la ferma opposizione all' aborto. Se non si difende la vita fin dal suo nascere non ci può essere nè pace nè giustizia nè libertà. Non sono certo mie parole ma di persone alle quali "non sono degno nemmeno di sciogliere i calzari": dopo Gesù, Papa Paolo VI, Madre Teresa di Calcutta, Papa Giovanni Paolo II.


La famiglia
è la cellula fondamentale di una società civile e democratica, sia per i laici che per i credenti, ma la definizione di essa è differente nel pensiero comune. Per un cattolico la famiglia deve essere solo quella naturale e non quella di fatto o addirittura quella omosessuale, che tanti esponenti della sinistra vorrebbero regolarizzare. La famiglia poi si sostiene con il lavoro dei suoi componenti, che dovrebbe essere garantito in maniera equa e congrua, e trova la sua pienezza morale nell' istruzione, che deve essere soddisfacente e paritaria.


La solidarietà verso gli altri deve essere un compito primario di un cristiano, la condivisione dei beni è la immediata conseguenza di questa azione. La lotta alla fame e alla povertà, la pace e l' uguaglianza dei popoli devono essere sempre presenti nella mente e nelle opere di un cristiano. Questi valori sono quelli che teoricamente avvicinano un cattolico alle organizzazioni di sinistra che sono sempre pronte a richiamarli. Ma poi si notano contraddizioni enormi in chi marcia per la pace e poi dichiara guerra ai G8, oppure in chi bolla di razzismo quelli che vorrebbero regolarizzare l' ingresso dei clandestini per fornire loro una vita dignitosa che attualmente non hanno. Anzi oggi siamo di fronte ad un razzismo al contrario considerando che i cittadini onesti e laboriosi sono maltrattati da chi è costretto a fare lavori disonesti o a rubare perché non ha altro modo per vivere.

Le frasi di Papa Benedetto XVI alla GMG 2005 di Colonia dovrebbero fare meditare quei cattolici che in maniera incomprensibile si sono schierati con la sinistra attuale o ingenuamente col loro voto appoggiano gli anticlericali: "Non sono le ideologie che salvano il mondo ma solo il rivolgersi a Cristo, il garante della nostra libertà... il potere di Dio è diverso dal potere dei potenti del mondo...ma contrappone al potere rumoroso e prepotente di questo mondo il potere inerme dell'amore...solo dai Santi e da Dio viene la vera rivoluzione, il cambiamento decisivo del mondo...". Nel discorso al Convegno promosso dal Partito Popolare Europeo, il 30 marzo 2006, ha affermato con forza che <vita, famiglia, educazione sono valori non negoziabili >.