L'azienda Italia

La confusione politica ed ideologica che regna nel nostro Paese, come precedentemente esaminato, ed i gravi problemi economici ereditati dai precedenti governi ( del consociativismo democristiano-comunist-socialista e dei post-simili ) fanno sì che la nuova gestione debba per forza assumere una configurazione aziendale e manageriale oltre che politica. L' Italia deve essere trattata come una azienda che ha assoluto bisogno di risolvere i propri deficit economici e di rinnovare le strutture, altrimenti rischia il fallimento.  Allora chi può esserci di meglio ad un Primo Ministro come Silvio Berlusconi che alle indubbie qualità imprenditoriali ha aggiunto straordinarie doti politiche affinate da anni di opposizione coerente e responsabile? Certamente da solo non potrebbe fare molto, non potrebbe reggere la baracca, ma attorno a se ha un buon numero di validissimi politici e bravissimi tecnici. Come ad esempio, in campo economico e finanziario, il ministro Tremonti che ha messo in evidenza il "buco" lasciato dagli "ulivisti" ( ovvero i post-simili di cui sopra ) ma ha subito tranquillizzato la nazione e il Fondo Monetario Internazionale, che il 3 agosto 2001 ha confermato il deficit di 25.000 miliardi ma si è detto fiducioso del programma economico del nuovo governo. Il buco ovviamente è stato subito contestato dai post-simili, ma chi è causa del suo mal pianga se stesso! Il governo Amato, per scopi elettorali, mise in campo un impegno di spesa relativo ad una previsione di deficit in rapporto al PIL di 0,8% che si è poi rivelato del 1,9% e quindi è giocoforza che i conti non tornino! La stessa cosa è accaduta a Germania e Francia, mal comune mezzo gaudio!

<...Vale per il Paese ciò che vale per le imprese. Quando si avvia una nuova produzione, la fase più difficile è quella di transizione...l'azione di governo non produce consenso in tempi brevi. I suoi effetti sono sempre dilazionati. Bisogna che dopo la semina venga il raccolto...Le grandi opere pubbliche diventano visibili - per i cosiddetti "tempi tecnici" - a lunga scadenza..enormi ostacoli con cui un governo che vuole essere riformatore deve confrontarsi. > Mario Cervi, Il Giornale martedì 12 aprile 2005.