I veri confini della Romagna

I cittadini dell’Altavalmarecchia hanno scelto di tornare a casa: in Romagna. No non è una svista l’omissione della parola Emilia perché le due realtà sono molto differenti fra loro, e lo sono state per undici secoli fino all’Unità d’Italia.

Solo la sete di potere e di poltrone del centro-sinistra le costringono ancora assieme, non c’è altro motivo per questa sciagurata decisione e mi esprimerò in maniera approfondita in un'altra pagina. Ora vorrei soffermarmi sul tema dei confini, già sollevato a suo tempo da Valter Corbelli coordinatore del MAR per la Provincia di Rimini. E’ sufficiente osservare una qualsiasi carta geografica fisica per capire che c’è un elemento fondamentale che da sempre è servito per tracciare i confini: l’ACQUA. Infatti le Regioni e gli Stati sono divise dai mari, dagli spartiacque delle catene montuose ed in pianura dai fiumi. Inoltre lungo i crinali dei monti si alternano i passi, punto di passaggio obbligati dove spesso sono posizionate le frontiere. Riportando questo criterio naturale nella nostra realtà locale si può osservare che il Mare Adriatico funge da confine di nord-est, mentre a sud/sud-ovest troviamo la catena appenninica. Il crinale spartiacque parte dal promontorio di Fiorenzuola di Focara sul mare e poi dal passo della Siligata sale su a Monte Luro, poi prosegue verso Saludecio e Tavoleto, piega sul Monte Osteriaccia e si dirige sul Monte Faggiola. Sale ancora al Monte Carpegna e all’Alpe della Luna, attraverso il passo di Viamaggio prosegue per l’Alpe di Serra, il passo dei Mandrioli, il Poggio Scali e dal passo La Calla culmina sul Monte Falterona. Infine degrada all’Alpe di San Benedetto, attraverso il passo del Muraglione, fino al passo della Futa. Va da sé che, seguendo questa traccia fisica e territoriale, non solo l’Altavalmarecchia ma anche l’Alta Valconca è parte integrante della Romagna geografica; cioè Mercatino Conca, Montegrimano, Monte Cerignone e Villagrande. Così come Gabicce e Tavullia e più su Marradi, Palazzuolo sul Senio e Firenzuola. Proseguendo nell’esame dei confini a nord, in pianura, c’è il Fiume Reno, invece a nord/nord-ovest secondo me si dovrebbe aprire un dibattito: ultimamente è stata accolta la richiesta di Imola, per essere inclusa nella futura Romagna, ma il fiume Sillaro non segna un perimetro nel bacino idrografico romagnolo, funzione ben svolta dal fiume Santerno e perfino dal fiume Reno (ma di questo se ne dovrà riparlare). Questa è la situazione naturale, evidente sugli atlanti De Agostini dove la Romagna è ben marcata. Però non sempre è così ed i confini naturali spesso sono modificati da situazioni politiche, com’è successo per la Romagna. Speriamo davvero che i romagnoli dell’Altavalmarecchia cesseranno di essere penalizzati da futili diatribe per poi fungere da volano per tutti gli altri, sia i romagnoli inconsapevoli di esserlo sia quelli costretti ad una convivenza negativa.