ottobre2003

Senza...bretelle a chi cadranno i pantaloni?

Ovviamente ai cittadini ed ai turisti perché gli amministratori assumono decisioni al riparo della loro maggioranza consigliare, mentre gli imprenditori da parte loro pensano soltanto agli affari. Le bretelle in questione sono i raccordi viari della famigerata strada di collegamento lungo la ferrovia che da anni deve essere ancora completata. Per comprendere meglio l’allegoria occorre ripercorrere le tappe di questa complessa vicenda.

   La scelta di questa nuova arteria, su cui fare scorrere il traffico deviato dal lungomare, viene già dagli anni '80 quando si realizzò una prima parte, ma il progetto si arenò nei pressi della stazione ferroviaria. Qui sorge un noto ristorante e la strada doveva passare in "mezzo ai tavolini", per cui si rese necessaria una lunga trattativa con i proprietari. Dopo anni di discussioni, si è riusciti finalmente a transitare fra i due esercizi di ristorazione, ma poi la strada si è di nuovo arenata duecento metri dopo! Nel frattempo si è concretizzato un Piano Provinciale di recupero delle ex colonie presenti sul territorio, denominato Città delle Colonie, e si è fatto strada anche il progetto del nuovo Lungomare. A questo punto la logica delle cose dice che si doveva completare subito la nuova strada con le risorse pubbliche, anche perché era l’opera più urgente, poi si andava a definire un accordo con i privati per il recupero dell’imponente complesso delle ex colonie di proprietà Telecom. In cambio della concessione edilizia e del cambio di destinazione d’uso si poteva chiedere agli imprenditori interessati di costruire il nuovo lungomare, perché si tratta di un “affare” di circa 50 miliardi di vecchie lire. Oppure si poteva pensare anche a trasformare le vecchie colonie in un grande albergo e parcheggi coperti, richiesti da tanti turisti e residenti, opere che avrebbero dato maggiore impulso al nostro turismo. Però gli “investimenti nel mattone” oggi sono molto richiesti e l’Amministrazione Comunale ( la maggioranza ) ha scelto per l’opzione appartamenti, dopo avere realizzato il lungomare con denaro pubblico. I privati quindi in cambio si impegneranno a completare la strada di collegamento per un valore di circa sei miliardi di vecchie lire, pochi se si calcola il guadagno che può derivare dall’operazione e tanti invece se si esamina il progetto della nuova via che non prevede pista ciclabile e svincoli di collegamento con la viabilità esistente verso il mare. Non solo, la nuova arteria si ritroverà isolata dalla parte della città a monte della ferrovia, dalle attività produttive che sorgono nei pressi della SS16, dall’entroterra e dall’Autodromo Santamonica. Così andrà a finire che cittadini e turisti resteranno…in mutande.

Andrea Muccioli, Capogruppo consigliare Polo per misano