marzo 2002

Euro, art.18 e Piano Triennale

L' 1 gennaio 2002 è una di quelle date storiche segnatrici di una svolta epocale che si spera altamente positiva: si è concretizzata l' Unione Monetaria di 12 dei 15 Paesi UE, come sancito dal Trattato di Maastricht nel 1992. Il primo passo fu compiuto il 27 marzo 1957 quando il Trattato di Roma fece nascere la CEE. Si è dato il via ad un imponente soggetto economico ed anche politico che potrebbe diventare una sorta di "United States of Europa" in considerazione di una potenzialità di 3-400 milioni di abitanti, più degli USA. Tutti quanti, nonostante le ovvie difficoltà iniziali (accentuate dall'imprevidenza d'importanti aziende), dobbiamo essere orgogliosi ed anche emozionati di partecipare a questo passaggio, difficilmente ripetibile, anche se siamo costretti a cambiare abitudini e rinunciare alla cara e vecchia Lira che ci ha accompagnato per oltre due secoli. Per quanto riguarda noi romagnoli dovremo abbandonare l'espressione dialettale "dam cent scud", che definiva cento pezzi da 5 lire, probabilmente derivata fin dal Settecento quando si usava appunto lo "scudo" d'argento e successivamente 5 lire, sempre in argento. Ma potremo continuare a dire "a 'n ho un french", derivato dal periodo dell'occupazione francese dei primi dell'Ottocento, che definisce in maniera più generica la mancanza di denaro.

In questa nuova visione delle cose e dei fatti dovrebbero diventare comuni quelle scelte che hanno una rilevanza attuabile in ogni Paese e quindi con riscontri positivi per i cittadini. In quest'ottica s'inserisce la proposta di modifica all'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, messa in atto dal nuovo Governo e già attiva, più o meno simile, in tutti gli Stati della Nuova Europa. Ma tale proposta è fortemente contrastata dai sindacati e dalla sinistra, infatti Rifondazione Comunista, nella seduta consigliare del 28.12.2001, ha presentato un Ordine del Giorno di appoggio all'azione sindacale. Abbiamo votato contro solo noi del Polo per Misano, ma ci siamo anche resi conto che i consiglieri non conoscono né i termini della proposta governativa e nemmeno le disposizioni vigenti in materia, e questo è molto grave. Non ci si può esprimere per la giusta difesa dei diritti dei lavoratori e poi approvare un documento che va proprio nel senso opposto perché vuole lasciare le cose come stanno, cioè senza combattere il lavoro nero, senza trasformare il lavoro a tempo determinato e senza dare modo alle piccole aziende di crescere. La Nuova Europa sta marciando avanti, noi non possiamo fermarci!

Nel consiglio comunale del 20 febbraio è stato approvato il Bilancio di Previsione 2002 e il Piano Triennale degli Investimenti. Noi, pur condividendo quasi tutti gli interventi previsti dal Piano Triennale e anche la scelta di restauro della Sede Comunale, siamo costretti ad un voto fortemente negativo perché esso risente delle scelte messe in atto dai precedenti Piani ed è mancante di opere fondamentali per il nostro territorio. Ci riferiamo, come sempre purtroppo, all'attuale esecuzione dimezzata del Sottopasso di Via Repubblica e del Lungomare, al non ancora previsto completamento della strada di scorrimento e al non adeguato collegamento del Centro con l'entroterra e con l'Autodromo Santamonica. La nuova SS16, ancora ferma fra ricorsi e burocrazia, interesserà la Via del Carro per immettersi poi nella circonvallazione di Cattolica e noi temiamo che questo aumenterà le già enormi difficoltà esistenti. Si doveva pensare ad un percorso diverso per permettere a Via del Carro di svolgere un compito soltanto locale, per la salvaguardia della sicurezza dei cittadini e dei turisti. 

 Andrea Muccioli, Capogruppo consigliare Polo per misano