Tasse "sinistre"

 

Dal 1992 la sinistra ha governato 15 anni su 23, ma i suoi esponenti affermano in tutte le sedi che negli ultimi vent'anni ha governato solo Berlusconi. Come dire che la matematica è un'opinione ed i numeri possono essere letti in vario modo! Nel 2014, con il nuovo messia Renzi, la pressione fiscale è arrivata al 43,5% (a seguito dell'azione del governo Monti, voluto da Napolitano e sostenuto principalmente dal Pd), restata invaria poi nel 2015. Ma chi doveva "cambiare verso all'Italia" avrebbe dovuto diminuirla.

 


 

La sinistra italiana è da sempre paladina dei più deboli quando è all'opposizione, ma quando governa si comporta tutto all'opposto e tartassa i cittadini. Il grafico dell'Istat lo dimostra con chiarezza incontestabile. Anche il governo Monti va ascritto a sinistra, infatti il Pd ne era il principale sostenitore. Così come i governi Ciampi , Dini  e Amato, prima e il governo Letta poi, erano a guida sinistra, vuoi per il primo ministro che per la voglia di andare avanti a tutti i costi. Anche se dopo le elezioni il Pd non voleva assolutamente governare con il centrodestra. Ma le strade del Signore sono infinite ed è stato tacciato per irresponsabile ed estremista chi vuol fare saltare il banco, anche se è un banco dove si siedono tutti ed avviene tutto ed il contrario di tutto. Per l'ordinaria amministrazione il Pd si avvale dei voti di Alfano e soci, invece per le cose che contano (elezione dei presidenti delle Camere, decadenza di Berlusconi, eccetera ) si rivolge a Sel e M5s. Fatti e misfatti della strabica politica italiana. Ora è arrivato da un anno il terzo non eletto Matteo Renzi (colui che disse Enrico stai sereno) ed ha portato ai massimi estremi la strategia delle maggioranze variabili. Un tempo era la Dc ad essere criticata per la strategia dei due forni, ora con Renzi i forni sono moltiplicati: uno per il governo, un'altro per le riforme, un altro ancora per l'elezione del Presidente della Repubblica, e così via ogni qualvolta qualcuno desidera stare nelle grazie dell'uomo del momento attorno il quale tutto ruota. Quindi si può parlare di maggioranza variabile e adattabile ad ogni esigenza. Tornando al tema in esame il guru Renzi ed i suoi sudditi, per restare fedeli al loro slogan delle primarie "cambiamo verso all'Italia", sostengono una inesistente inversione di tendenza nella tassazione. Ritengono che il bonus degli 80 euro non deve rientrare nel calcolo della pressione fiscale, che così vedrebbe un calo dello 0,3 % !?!?. Evviva, siamo tutti più ricchi !!!!! Se anche così fosse per la disastrosa situazione italiana non basterebbe nemmeno un calo a cifra intera, ma servirebbe a due cifre. La verità poi è che per finanziare il bonus, servito solo ad acchiappare voti, sono stati inseriti vari balzelli vergognosi: imu sui terreni agricoli, iva al 22 sul pellet, tassa di soggiorno e varie tasse locali (conseguenze dei tagli), accise sulla benzina, e così via. Addirittura ora vogliono indietro anche gli 80 Euro, perfino dagli incapienti!!!

Pertanto è evidente che la verità è quella rilevata negli studi di tutti gli istituti preposti e non quella delle dichiarazioni false di chi governa, anche se ancora tanti italiani gli credono. L'Italia o è un Paese di creduloni o un Paese di masochisti. Scegliete voi, la realtà purtroppo non cambia.  

        

  


 

- Per toccare con mano la realtà riporto esempi dalla mia busta paga.

1997: da marzo a dicembre Prodi mi trattiene 24.985 lire mensili per "contributo straordinario", legge 662 del 1996.

1998: in dicembre vengono restituite 141.599 lire delle 249.850 versate, ma va in vigore l'addizionale regionale per 233.035 lire.

2000: da gennaio parte la rateizzazione dell'addizionale per 22.498 mensili, totale 247.485 annui.

2002: con l'avvento dell'Euro la trattenuta mensile è di 22,77 euro! ovvero tale in lire tale in euro! E pensare che sono i primi a criticare chi ha fatto altrettanto!

2003: la "benemerita" Regione Emilia-Romagna aggiorna la tassa a 23,58 euro, +4% ben oltre l'inflazione.

2004: nuovo adeguamento a 24,44 euro, anche qui +4%.       

- Se non bastasse tutto questo, nella campagna elettorale per le regionali del 3/4 aprile 2005 l'Ulivo a firma del "professor" Prodi, suo leader per "grazia divina", spedisce a tutti gli italiani un bollettino di conto corrente con la richiesta di un contributo <..perchè noi non dipendiamo e non vogliamo dipendere dalle risorse di poche o peggio di una persona.> Come dire che la sfacciataggine del centrosinistra è senza limite e questo gesto in un paese normale basterebbe da solo a far perdere credibilità alla coalizione lo mette in atto. Ma si sa che gli italiani sono un popolo molto sensibile alle situazioni del momento e più che ai gesti del centrosinistra ha creduto alle falsità raccontate ed alla difficile situazione mondiale.

 Ma la Finanziaria 2007 si preannuncia come una stangata ancora peggiore sui poveri cittadini, creduloni e no, ed in particolare sul ceto medio produttivo. Ci saranno: aumento del bollo auto per tutti, ticket sanitari, aumento di addizionali comunali Irpef e dell'Ici.  Così, a fronte di poche decine di sconto Irpef,  le fascie deboli si troveranno ancora una volta a sborsare più di tutti. Infatti:

2006 (governo Berlusconi) nella mia busta paga 8.450 euro di imposta, 2007 (governo Prodi) 9.438 su un imponibile di soli circa mille euro in più!!!! Cioè tanto in più ho percepito, tanto la sinistra mi ha tolto!!!

2012: addizionale regionale irpef 47,93, ovvero quattro volte in più in dodici anni!!! Con l'aggiunta di 7,57 euro di addizionale comunale. Nel frattempo il professorone Monti ripristina la tassazione sulla prima casa, sotto forma di IMU. Così la pressione fiscale, con inteventi anche sull'iva e sulla benzina, schizza alle stelle. Da tenere presente che il maggiore sponsor del governo tecnico è il Pd.

2013: inizia con un'altra mazzata; 60,87 di addizionale regionale, a stipendio invariato!!!

2014: per amore della verità riporto il calo (leggerissimo) dell'addizionale regionale al 58,50. Che sia la tanto decantata inversione di tendenza? 

2016: l'illusione dura poco, l'anno si apre con un bel 65,54


Smentite le bufale sulle tasse: su con le sinistre, giù col Cav

  Mar, 05/02/2013 - 08:02 il Giornale

Falsari democratici: pressione fiscale aumentata col centrodestra? Una bufala. A tassare è stata la sinistra, ecco le prove 

 
 

In paesi più abituati al bipolarismo, dire che la destra tende ad abbassare le tasse", "la sinistra ad aumentarle è banale ed entrambe le scelte sono considerate legittime. Di più, sono un preciso compito che le diverse parti politiche si danno nell'alternanza. Ricette di politica economica alternative da usare in momenti diversi."

Ma siamo in Italia, appunto. E tra gli argomenti da campagna elettorale della sinistra e del centro c'è anche quello che i governi di centrodestra abbiano aumentato la pressione fiscale più di quelli del centrosinistra. Tattica comprensibile, visto che mira a colpire l'avversario al cuore. Ma le cose non stanno esattamente così.
Premessa doverosa: la pressione fiscale italiana è inesorabilmente aumentata. Dal 1980 ad oggi lo Stato si è preso quasi 15 punti percentuali di Pil in più. Se prima lavoravamo per pagare le tasse da gennaio a marzo, oggi arriviamo fino a giugno. 
Le differenze stanno in piccoli scostamenti che marcano il passaggio da un governo all'altro. La Cgia di Mestre, partendo dai dati del Def, aggiornati con gli effetti delle nuove norme che non sono compresi nelle statistiche ufficiali, ha calcolato che nel 2012, quindi con Mario Monti premier, si sia raggiunta una pressione fiscale record del 44,7%. Quest'anno salirà al 45,1. Nel quadriennio precedente, quello del governo Berlusconi, la percentuale si era tenuta stabile intorno al 42,6, con un unico picco nel 2009, al 43%. Pesò, in quell'anno nero per l'economia, il calo del Pil, al quale non corrispose una diminuzione di uguale misura delle tasse. 
Con l'ultimo governo Berlusconi la pressione è rimasta invariata rispetto al livello del secondo, tormentato esecutivo di Romano Prodi. Il professore aveva ereditato un Paese con tasse tra il 40 e il 41 per cento. Lui aggiunse più di due punti. 
Il precedente esecutivo (dal 2001 al 2005) era di centrodestra. Il più lungo di Berlusconi e della storia repubblicana. Mille e 414 giorni durante i quali tasse, imposte e contributi passarono dal 41,3 al 40,1% del Pil.
A fare vincere il centrodestra nel 2001 era stato innanzitutto lo spettacolo offerto dalla sinistra (il governo Prodi osteggiato e poi il disarcionamento del Professore sono ferite ancora aperte nel centrosinistra), ma anche la pressione fiscale. Nel '97, in piena era Prodi, raggiunse la vetta incredibile (per gli standard di allora) del 43,4%. Tutta colpa dell'eurotassa, che ci servì a centrare i requisiti per entrare nella moneta unica. Allora, si pensò che fosse un livello inaccettabile e che non si sarebbe mai ripetuto. Un sacrificio una tantum.
Oggi sarebbe da metterci la firma. Anche perché per i prossimi anni, la Cgia di Mestre, non prevede rivoluzioni. Nel 2014 la pressione, dovrebbe calare, ma solo al 44,8%. Nel 2015 al 44,6%. Calcoli fatti «a legislazione vigente». In altre parole il prossimo governo potrà decidere se fare aumentare quella percentuale o farla diminuire.