Partito Democratico: il vecchio che torna vestito da nuovo

Nel 2007 Democratici di Sinistra e Margherita annunciarono la loro fusione, lanciando quella che poteva essere una vera novità politica. Si presentarono soli alle elezioni, credendo di riscuotere chissà quali consensi. Invece nel 2008 Berlusconi vinse nettamente, il PD non spostò consensi e l'unica novità è risultata la scomparsa dei comunisti dal Parlamento.

Non credo che questo sia un fatto positivo, pur parlando da avversario, perchè di colpo si è messa da parte una storia politica importante, anche se spesso negativa. Secondo me, in un Paese  liberale, ogni cittadino ha diritto di essere rappresentato. Poteva ad ogni modo essere l'inizio di una nuova stagione politica, di dialogo e di mutamenti, invece tutto come prima e anche peggio! Veltroni ed i suoi si sono lasciati abbagliare ancora dal vecchio antiberlusconismo e, ancor peggio, sono sopraffatti dal giustizialismo di Antonio Di Pietro e la sua Italia dei Valori. Assistiamo di nuovo a squallide manifestazioni per qualsiasi stupidaggine e ad accuse becere e senza fondamento.

In vista delle elezioni amministrative del 7 giugno 2009, il PD è impegnato ovunque in elezioni primarie, assieme ai  vecchi compagni di sempre. Che senso ha tutto questo? Non me lo chiedo solo io e tutto il Popolo della Libertà, ma anche tanti altri nella sinistra stessa, disorientati e delusi.

“offerta libera, minimo due  euro”, questo era l’invito per l'elezione  del segretario del Partito Democratico,  domenica 25 ottobre 2009. Hanno partecipato meno di tre milioni, compresi  minorenni e extracomunitari, ovvero un quinto dei voti del Pd alle politiche del  2008. Praticamente scontata l’elezione di Bersani, che subito ha  affermato “chi ha partecipato, sia iscritti e militanti che cittadini, ha  fiducia nel progetto del Pd, che è un partito nuovo”. Ma qualcuno non ha potuto  parteciparvi perché non gradito: vedi l’ex sindaco di Cattolica Pazzaglini ed i  suoi simpatizzanti. Questa è davvero una “grande prova di democrazia”? E’ questa  la loro democrazia? Penso proprio di no e che il Pd sia antidemocratico, tutto  all’infuori di un partito del popolo. Avrebbero fatto più bella figura se  avessero scelto il segretario come si è sempre fatto, con i classici congressi.  Ma la loro invenzione è una emerita furbata, con un piccione hanno preso ben  quattro fave: l’elezione del nuovo segretario (che è la cosa meno importante),  si sono fatti una bella propaganda, hanno rimpinguato le casse con circa 7-8  milioni (e questa forse è la cosa più importante) ed inoltre hanno anche  distolto l’attenzione dallo spinoso caso Marrazzo. Sul quale il centrodestra non  ha fatto alcuna speculazione politica, al contrario di quello che il  centrosinistra avrebbe fatto in caso opposto. In compenso però si trovano a fare  i conti con l’abbandono di Rutelli e di altri pezzi importanti (Cacciari e  Lanzillotta, ai quali seguiranno probabilmente Binetti e Bianconi). L’ex sindaco  di Roma nell’affermare “sono passati dal Pci a Pds Ds e ora Pd, ma molti di loro  pensano ancora di essere nello stesso partito” ha detto una gran verità, ora  vedremo dove andrà a finire. Per ovviare a ciò chi non ti rispolverano? E’ lui o  non è lui? Sì, sì, è proprio lui: Prodi il professore! Della serie gli incubi  ritornano. Così il Pd tornerà ad inseguire il giustizialismo di Di Pietro, l’antiberlusconismo  ed i pruriti della sinistra estrema. Tutto come prima, niente di nuovo sotto il  sole, il vecchio che avanza. Nel pieno rispetto della massima di Tomasi di  Lampedusa “tutto deve cambiare affinchè  nulla cambi” o di Shakespeare “tanto rumore per nulla”. Un film già visto nella elezione dei sindaci la scorsa primavera.