Il "fattore B" ed il "fattore C"

Dal 1994 la sinistra italiana è stata colpita da una sindrome che la sta rendendo aggressiva ed irragionevole, se non accetterà di curarsi a dovere arriverà all'autodistruzione. I suoi guai si chiamano Berlusconi e Bossi in Italia, Bush e Blair sulla scena internazionale, Buttiglione e Barroso in Europa. Anche al suo interno ha un elemento destabilizzante, si chiama Bertinotti. Le parti più moderate, pur di mantenere l'alleanza, compresi tanti cattolici, sottostanno alle pulsioni estremiste ed anticlericali di questa ala intransigente della politica. Ovvero la sinistra dei duri e puri, che va dalla minoranza dei DS ai verdi ai comunisti ai no-global ai disobbedienti ai social forum, e compagnia bella.   

Eppure l'antidoto per guarire da questa sindrome è semplicissimo: si chiama Democrazia, ovvero accettare le scelte del popolo e svolgere il proprio dovere di opposizione con coerenza e responsabilità, per prepararsi eventualmente a governare quando il popolo lo riterrà opportuno. Come avviene in tutte le compiute democrazie mondiali.  

Si consola però con il fattore C...fortuna, che l'accompagna sin dal 1996: con l'avvento del professorone bolognese la sinistra italiana ha potuto godere per alcuni anni della congiuntura economica favorevole. Ma, si sa, le leggi dell'economia hanno alti e bassi e, appena la situazione ha cominciato a presentare le normali difficoltà, nel 2001 i furboni hanno ben pensato di passare la mano per poi riprenderla in momenti più favorevoli. Caso vuole che l'economia mondiale è ripartita proprio alla scadenza del mirabile Governo Berlusconi, nel 2006, ma i nostri hanno avuto buon gioco a volgere a proprio favore il periodo difficilissimo appena passato. Tornano al governo al momento giusto e massacrano l'Italia e gli italiani con una impudenza vergognosa, per l'italica gente si profilano giorni bui ma ai manovratori non importa un fico secco. Hanno aumentato di nuovo le tasse ed in soli due anni hanno raddoppiato il divario fra L'italia e l'Europa nel Pil. Fortunatamente nel 2008 Berlusconi vince per l'ennesima volta con il Popolo della Libertà e, nonostante si profili all'orizzonte una crisi mondiale molto profonda, riesce a tenere bel saldo il timone della barca italiana per non farla affondare.