Don Milani

Don Milani (e ogni altro possibile prete) vengono tirati per la tonaca. Veltroni, così come Prodi e l’intera Unione, non è nuovo a proporre tutto ed il contrario di tutto: nel suo presunto nuovo partito accanto ai cattolici cosiddetti teo-dem ha inserito i radicali, emblema del più bieco anticlericalismo. E' anche andato in visita alla tomba di Don Milani, colui che è stato a forza scelto come simbolo del nascente Partito Democratico e del quale si è carpito indebitamente il celebre motto “ i care”. Dimenticando naturalmente che il “priore di Barbiana” fu un anticomunista tenace, che trattò in malo modo Ingrao e che definì il comunismo “una dottrina che non val nulla e che non è degna del cuore di un giovane”.

La sinistra giudica il clero a seconda di che posizione prende nelle varie situazioni che si presentano: se il Papa si schiera per la pace e contro la pena di morte non fa ingerenza, invece sui temi etici non si deve esprimere. Anche esponenti politici e simpatizzanti si esprimono con le stesse modalità: due consiglieri comunali di Riccione sostengono che il Papa Benedetto XVI non ha avuto coraggio, cioè si è comportato da codardo, nel non andare all'Università La Sapienza (dove lo attendevano feroci ed ignobili contestazioni, ndr).

Per loroi preti che votano a sinistra fanno il loro mestiere, quelli che invece votano il centrodestra non sono degni dell'abito che portano. Concetto espresso da Barbara Alberti in una trasmissione televisiva, dove ha affermato che Don Gallo "è un vero prete" e ha giudicato invece Don Baget Bozzo retorico e quindi non degno di attenzioni. Che sarebbe come dire che Gesù Cristo era comunista, no-global, anti-imperialista, pacifista, abortista, per l'amore libero, per la famiglia allargata, per la sottomissione alle altre religioni, eccetera. Quindi per fare bene il prete si deve andare in piazza con la bandiera della pace e benedire chi spacca vetrine e usa violenza, sia fisica che verbale, e non occuparsi di morale e teologia