La dittatura della minoranza

Prodi ebbe modo di muovere la bocca per un'ennesima volta affermando che il governo Berlusconi stava esercitando una dittatura della maggioranza. Ma anche un bambino può capire che se esistono una maggioranza ed una minoranza eletti dal popolo si è ovviamente e palesemente in presenza di una democrazia. Semmai si potrebbe parlare di dittatura della minoranza se quest'ultima vuole a tutti i costi cacciare chi è stato legittimamente eletto, senza tener conto che i governi cadono da soli, per incapacità o inconsistenza, oppure nelle urne.

Ed è quello che è successo al governo Prodi, che non aveva i numeri per governare e oltretutto nemmeno aveva vinto le elezioni. Non può essere una piazza di poche urla sguaiate a ribaltare un esecutivo liberamente eletto, perché altrimenti si cade inevitabilmente in dittatura.

La sinistra italiana, e affini, si sentono gli unici tenutaria della legalità e della moralità e così, quando il popolo li relega all’opposizione, eccoli subito pronti a lanciare raccolte di firme, referendum e adunate in piazza. Tutti uniti contro l’usurpatore per rovesciarlo dal ruolo assegnatogli dal popolo sovrano, esercitando così la vera dittatura: quella della minoranza. I referendum sono presentati come l’unica espressione democratica, ma non è così. Essi il più delle volte rappresentano l’espropriazione del Parlamento, cancellando il suo operato, e quindi si trasformano in uno strumento autoritario. Questo perché i cittadini non possono avere conoscenza approfondita di leggi per le quali sono chiamati ad esprimersi i parlamentari. La vera democrazia parte dal popolo che sceglie da chi essere rappresentato, poi il Parlamento fa le leggi e la magistratura le applica. Ma in Italia questa semplice equazione non è considerata e profondamente stravolta: i magistrati interpretano le leggi a modo loro, la sinistra si sente padrona della piazza e espressione della minoranza rumorosa, i sindacati fanno finta di difendere i lavoratori ma in realtà difendono la loro corporazione. In mezzo a questa confusione s’infilano strani personaggi in cerca di notorietà o chissà che altro. Il Partito Democratico rappresenta tutto, all'infuori di quello che esprime nel nome. Non considera positivo che Berlusconi sia stato eletto democraticamente ben tre volte e che in una situazione economica grave come quella attuale anche l'opposizione deve dare il suo contributo. A loro importa solo il potere, comandanti di una barca che affonda ma pur sempre comandanti, e muoia pure Sansone con tutti i filistei! Così il popolo, l’unico vero tenutario della democrazia, rischia di essere preso per i fondelli. Spero però che questa volta sappia tenere ben stretto in mano il suo scettro.