Capitan Uncino e la penisola del tesoro

 

“Prima il tesoretto, ora l’assalto ai Bot, ai Cct e alle riserve dell’oro. Prodi vuole fare il primo ministro oppure Capitano Uncino?”.Così si espresse Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, l’8 agosto in seguito alle dichiarazioni del premier.

In effetti il Professore e la sua ciurma hanno sempre considerato l’Italia non una nazione da governare ma una specie di caccia al tesoro. Ogni volta che malauguratamente sono saliti agli alti scranni per gli italiani sono stati dolori, cioè tasse da pagare sotto tutte le forme. Poco importa per loro se siamo in Europa e dobbiamo tenere conto degli accordi comuni e delle direttive europee: la Commissione Europea ha subito bocciato l’idea, precisando che queste sono decisioni che può prendere soltanto la Banca Centrale Europea, che dal 1999 gestisce le riserve degli Stati membri. Tutto chiaramente ovvio, ma non per i furbetti del governino. Che a livello locale sono liberi di agire come vogliono ed ecco spuntare la tassa di scopo (attenti all’accento), istituita a Misano Adriatico (assieme ad altri 18 comuni italiani) con la scusa di finanziare la nuova scuola media. Dopo avere redatto un Prg che prevede la costruzione di oltre 30 comparti edilizi e che in pochi anni porterebbe al raddoppio la popolazione di Misano (a circa 20.000 abitanti), il centro-sinistra si accorge che le scuole non bastano più e s’inventa un balzello per trovare i soldi necessari. Sarebbe stato sufficiente inserire delle norme più convenienti per l’ente pubblico e meno per i costruttori, i fondi necessari sarebbero stati sicuramente reperiti.