"Pazzi tuoi"

Così il Manifesto intitolava l'11 novembre 2006 a seguito della dichiarazione incredibile ed offensiva del presidente del Consiglio Romano Prodi "questo è un Paese impazzito", riferendosi alle proteste sulla Finanziaria giunte non solo dall'opposizione ma anche da esponenti della sua maggioranza e perfino ministro e sottosegretari.

Sabato 2dicembre un milione di pazzi ha invaso la capitale e l’unico sano di mente è restato nella sua casa bolognese a minimizzare l’accaduto. Il giorno precedente aveva già sentenziato che chi va in piazza è senza cervello. Ma il nostro assomiglia molto a “quello che entra in autostrada e, sentendo la radio che avvisa di fare attenzione perché un pazzo è entrato contromano, si chiede perché uno solo se lui ne sta vedendo migliaia” (Rossi). Non è la prima volta che gli capita di incontrare tanti matti assieme, già gli era capitato di notare che stiamo vivendo in un “Paese impazzito” e che siamo tutti matti, in particolar modo chi osa contraddirlo alla radio. Prima o poi però gli si dovrà spiegare che chi dà del pazzo a tutti, a destra e a manca, forse forse il matto è proprio lui. Il guaio è che tanti italiani ingenui (anche se qualcuno più correttamente ha usato un’altra parola) lo hanno chiamato alla guida del governo, ed ora se ne stanno pentendo amaramente. Perché “questo governo toglie a tutti C’è chi lo dice apertamente e chi no, ma quelli improvvisamente “impazziti” forse si sono resi conto che con questa finanziaria ancora una volta piangeranno i poveri. Le parole d’ordine sono sviluppo, risanamento, equità: resta da capire però se per lo sviluppo “i suv pagheranno la tassa di successione e gli allevatori con più di 130 cavalli il superbollo” (Litizzetto). Ma con troppe tasse non ci può essere risanamento (Ocse). In fin dei conti però “la finanziaria è equa perché ha fatto incazzare tutti equamente” (Cornacchione). Perfino a sinistra sono “impazziti” e qualche giorno fa hanno protestato anche ministri e sottosegretari, forse per entrare nel guinnes dei primati: “di solito le manifestazioni arrivano a Palazzo Chigi. Questa è la prima volta che partono da Palazzo Chigi” (Dandini). Sembra proprio che siano “impazziti” anche i comici e la satira, e perfino gli organismi europei.