Spremute d'Ulivo - Campagna elettorale

L' Ulivo ha condotto una campagna elettorale impostata sulle diffamazioni e sulle menzogne, senza un vero programma elettorale ma con una strategia congegnata da un apparato ben collaudato. Dapprima ne hanno dette di tutti i colori sul capo dell' opposizione grazie all' aiuto della TV di regime, poi hanno spostato il tiro sui suoi alleati, poi hanno chiesto l' aiuto dei "compagni" stranieri e della stampa collegata ed infine hanno tirato fuori un programma elettorale che altro non è che la brutta copia di quello della Casa delle Libertà ( che è sempre quello fin dal 1994 ) facendolo passare per una proposta di grandi cambiamenti. Ma in questi anni Rutelli & co dove erano? Il 7 maggio il bel "piacione" nella trasmissione Porta a Porta ha affermato che non ricorrerà all' aiuto dei voti di Rifondazione Comunista, ma questa cosa ha tutto l' aspetto di un film già visto e rivisto nel 1996, nel 1998 e nel 1999.

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Tutto questo fa emergere e rende evidente quanto sia la disperazione di un centrosinistra che si vede scappare via il potere e cerca di mantenerlo in tutte le maniere cercando la rissa invece del confronto leale da sottoporre al giudizio dei cittadini e del popolo. Fortunatamente il centrodestra ha mantenuto una buona dose di sangue freddo e responsabilità per non cadere nella trappola della arroganza. L' Ulivo ha tentato di barare al gioco e , con espressioni dialettali romagnole che rendono bene l' immagine, prima " i 'a bot a moc" ( hanno ammucchiato le carte ) e poi " i l 'a bota in cagnera " ( hanno provocato la cagnara ) .