Chi frena sulle riforme è contro l' Europa

Di Marco Biagi, assassinato dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002. Professore di Economia del Lavoro, consulente del ministro Maroni e autore del "Libro Bianco sul Lavoro", ma soprattutto persona umile e onesta.

La sua memoria è infangata da un centrosinistra irresponsabile che si appella a qualsiasi argomento pur di attaccare Berlusconi ed il suo legittimo Governo. La grande manifestazione della CGIL del 23 marzo a Roma si è preoccupata maggiormente di delegittimare chi è stato eletto dal popolo piuttosto che condannare con forza il terrorismo. Ne "l'Agina", il periodico locale dei DS, è ipotizzata una teoria allucinante e preoccupante: si afferma che "…nel gioco degli scacchi il sacrificio di una pedina può fare vincere la partita…" ovvero che sarebbe stato ucciso su commissione "…di questa destra profondamente fascista…". Sarebbero parole da querela immediata, ma politicamente fanno immaginare come sia caduta in basso questa sinistra che non vuole rassegnarsi alla perdita delle amate poltrone! La rabbia fa perdere la ragione e la memoria, proviamo a rinnovargliela:   Marco Biagi, uomo libero, collaborò anche con il governo di centrosinistra, con le stesse proposte di oggi ed anche allora respinte. Anche Massimo D' Antona, assassinato nel '99, tentò di rinnovare le politiche del lavoro. Così pure Ruffilli, Tarantelli ed altri fino ad arrivare a Moro. Tutti quanti cercarono le riforme, ma le Brigate Rosse combattono con le armi contro qualsiasi riforma. I sindacati paradossalmente si comportano alla stessa maniera, cioè da 30 anni lottano solo per i diritti di chi già lavora e non accettano innovazioni... Ma l' Europa va avanti nella modernizzazione e noi non possiamo fermarci: la Spagna in pochi anni ha dimezzato i disoccupati e l' Inghilterra li ha quasi azzerati! Però la sinistra italiana darà un nuovo lavoro a Cofferati.