Notizie - il Pd ha un nuovo padrone, a sua insaputa

 

 L'improvvisa azione di rinnovo del governo da parte di Renzi e del Pd ha lasciato tutti quanti sorpresi e perplessi. Infatti è un condensato di paradossi, contraddizioni disarmanti, luci abbaglianti ed ombre terrificanti. Eppure le aspettative e le speranze forse superano i timori, solo il tempo chiarirà il dilemma. Per il momento l'aspetto più positivo è che finalmente siamo di fronte ad un'apertura di dialogo fra inconciliabili, sebbene fra i "pidini" i mal di pancia siano irruenti anche se ben nascosti. Le frasi che segnano questi ultimi mesi sono: “con chi dovevo parlare con Dudù?” e “Enrico stai sereno”. Ma il Partito democratico è al cospetto di un bivio senza ritorno e deve per forza non sbagliare: o prende la strada giusta o va verso il nulla. La stessa cosa si può dire del Movimento 5 stelle che è nella stessa situazione ma nel perfetto contrario, ovvero l'altra faccia della medaglia: se il Pd fallirà si accenderà una luce sfavillante per il M5s, se invece Renzi riuscirà a realizzare ciò che promette per Grillo sarà meglio accantonare la spocchia esibita nelle dirette streaming e forse tornare a fare il comico. Paradossalmente chi ha solo da guadagnarci in questa vicenda quantunque entusiasmante è proprio Lui, l'Inossidabile, l'Invincibile, l'Innominabile. Dato per morto da tempo è più vivo che mai e ben saldo in sella all'italico destriero. Il Partito Democratico dopo che per vent'anni è vissuto solo sull'antiberlusconismo ora per sopravvivere deve affidare anima e corpo proprio al Nemico per antonomasia. Dopo aver fatto della democrazia e della partecipazione popolare la propria bandiera ora, per inevitabile necessità, la calpesta con piena imperturbabilità mettendo in piedi il terzo governo non votato dai cittadini. Hanno voluto esaltare le primarie di partito come esempio di democrazia e fatto vanto in ogni dove, poi invece rifiutano quello che è il vero momento più alto di democrazia: il voto politico. Hanno quindi eletto un nuovo primo ministro grazie al voto del  solo 5% del corpo elettorale, un vero e proprio colpo di stato (non cruento ma tale è). Dopo aver rinfacciato per vent'anni a Forza Italia di avere un padre padrone, ora anche il Pd si trasforma in un partito padronale. Infatti il buon Matteo o fa il capo assoluto o la nave affonda, e nessuno vuole annegare. Anche se per l'Innominato ed il centrodestra (quello vero, non NCD) sarebbe molto meglio che il nuovo governo segua le orme dei precedenti, io spero ardentemente che la nave giunga in porto. Pur non condividendo in pieno le riforme presentate ma approvando soprattutto il nuovo clima d'intesa che si è creato, anche se molto forzato ed accettato a denti stretti. Il futuro dell'Italia tutta e degli italiani è al di sopra di ogni interesse di parte. Però l'esordio non è certo dei più edificanti: a parte la pugnalata alle spalle dell'ex amico Letta (che a me non piace ma non meritava un trattamento simile) ed il calpestamento delle regole più elementari delle democrazia (che richiedono il voto popolare per i nuovi governi), Renzi nel suo discorso, pur a tutto tondo e accattivante, non ha spiegato dove troverà i soldi per le cose che vuol fare. Il nuovo premier non ha detto una parola sui veri provvedimenti utili a rimediare le risorse necessarie e che un presunto innovatore dovrebbe mettere al primo punto del suo impegno: il tetto alle pensioni ed agli stipendi pubblici, che oltre a recuperare somme ingenti attirerebbe anche le simpatie di quasi tutti gli italiani. In particolare ha espresso di voler centrare il suo sforzo sull'edilizia scolastica che, oltre a non essere il problema principale dell'Italia, comporta investimenti altissimi difficilmente reperibili. Perfino il tema della legge elettorale, per il Pd fino ad un mese fa il problema dei problemi, sembra aver perso attenzione e probabilmente, ora che non è più in forse la durata dell'esecutivo, subirà rinvii su rinvii per non scontentare Alfano ed i suoi ex democristiani. Spero che Renzi riesca nei suoi intenti ma temo che stiamo per assistere ad un governo a guida ex-Dc che, nella peggior maniera della prima Repubblica, riproporrà vecchi schemi e cercherà soltanto di sopravvivere, pur con la verve del suo giovane capo. Auguri Italia!