Notizie - Benito Renzi

  

E così la storia si ripete ed il misfatto è compiuto: Benito Renzi, alla stessa maniera dello Zio, è riuscito a fare del Parlamento italiano un bivacco di manipoli. La fiducia posta sull' italicum ha precedenti solo nella legge Acerbo del 1923 imposta da Mussolini.

 

Il duce del 2000 ha ormai portato a termine un progetto autoritario, che ha dell'incredibile per come viene accettato da chi si definisce democratico e che passerà sopra tutte le critiche. Il segretario e capo assoluto del Pd ha iniziato con il famoso "Enrico stai sereno", ha proseguito con l'occupazione di tutte le cariche istituzionali, non ha mai intavolato un dialogo coi sindacati, poi ha cacciato i dissidenti in commissione ed ora impone a forza una legge degna dei più grandi dittatori della storia. E' passato come un rullo compressore su esponenti storici del Pd, come Bersani e la Bindi, così come sugli emergenti Speranza e Civati. La legge elettorale del 1953 fu definita legge truffa dai padri dell'attuale Pd eppure non aveva nulla di antidemocratico, al pari del recente "porcellum". L'italicum è un unicum (scusatemi il latinismo ma rende meglio il senso) che non ha riscontri: in nessun altro Paese democratico governa chi ha appena il 25-30% dei consensi. Senza entrare nei tecnicismi questo è quello che potrebbe accadere con questa legge insensata, che può concedere a chi vince le elezioni per una manciata di voti (come già successo nel 2013) il controllo assoluto del Parlamento. Ma ci sono cose incomprensibili in questa vicenda: la prima è come fanno Renzi ed il Pd a sentirsi così sicuri di vincere le elezioni e come mai vogliano dare una opportunità simile al Movimento cinque stelle, che ha tutte le carte in regole per vincere a sua volta. I "grillini" si stanno opponendo fermamente a questa deriva autoritaria, ma potrebbe realizzarsi il sogno di Grillo di governare da solo. L'altra cosa incomprensibile è la fiducia incondizionata che continuano a  concedere Alfano e gli altri centristi al governo, utili idioti di un dittatorello che per ricompensa non farà altro che dargli una bella pedata nel sedere quando non gli serviranno più. Al pari della minoranza Pd, che non ha il coraggio di opporsi seriamente fino alla rottura. Il tutto si può spiegare soltanto con l'attrazione fatale che esercita la poltrona. In conclusione voglio evidenziare che non esiste una legge elettorale perfetta e l'unico sistema che garantisce stabilità ad un governo è l'elezione diretta del primo ministro, al pari dei governatori e dei sindaci. Se Benito Renzi voleva davvero cambiare in meglio e democraticamente le istituzioni avrebbe dovuto cominciare da qui, cioè dall'articolo Primo della Costituzione Italiana.

Il presidente Mattarella, come previsto, non ha battuto ciglio ed ha firmato questa legge, questa sì una vera porcata, confermando così che l'Italia non è più una repubblica democratica.