Notizie - Pensioni d'oro e pensioni da fame

 

 

Ho sempre criticato aspramente i governi Monti e Renzi, ma sulla spinosa questione delle pensioni esco fuori dal coro e spezzo una lancia in loro favore. Mi accorgo solo ora che la signora Fornero pianse per nulla al momento dell'annuncio del provvedimento di blocco dell'indicizzazione. Dal punto di visto sociale e morale è un provvedimento profondamente giusto nella sostanza, anche se nella pratica avrebbe dovuto essere progressivo e messo a regime da un limite più alto. Quindi bene fa il governo Renzi (anche se mi costa tanto ammetterlo) a non restituire tutto, nonostante le proteste di tutte le opposizioni al completo. Tutti assieme urlano a squarciagola che non si devono toccare i pensionati, tralasciando però che non tutti i pensionati sono uguali e le discriminazioni sono enormi. E questo mi dispiace molto perchè vorrei un centrodestra vicino alla gran parte dei pensionati, cioè quelli che percepiscono mille euro o meno, e schierato contro le pensioni d'oro. Perfino Giorgia Meloni, che propose il taglio di queste, si è mischiata al coro di urlatori che chiede la restituzione completa. Mi sono indignato tantissimo nel sentire dichiarazioni di guerra totale da chi percepisce migliaia di euro di assegno pensionistico e non vuole cedere un euro, sia da destra che da sinistra. E' un atteggiamento vergognoso e da cattolico mi meraviglia il silenzio della Chiesa e del Papa, sempre attenti però all'accoglienza degli immigrati. Dovrebbero seguire le orme del Presidente Mattarella, che finalmente un segnale positivo lo ha dato tagliando i vitalizi del Quirinale. Dal canto suo la Corte Costituzionale ha dimostrato ancora una volta di essere un organismo inutile e dannoso, che emette sentenze in grave ritardo e non sempre coerenti con la Carta. Il sistema pensionistico, che è bene ricordare fu creato da Mussolini, nacque dal sano principio di garantire a tutti i cittadini una vecchiaia dignitosa. Quindi i contributi versati in proporzione al proprio reddito devono avere per fine questo principio fondamentale, garantito dagli articoli 3 e 38 della Costituzione, in base al quale i cosiddetti diritti acquisiti non devono esistere. Che piaccia o non piaccia la Costituzione Italiana è scritta in maniera piuttosto semplice, non occorrono quindi professoroni strapagati per interpretarla.