Notizie - Il re, il tonno e la democrazia del menga

 

 Il re, il tonno e la democrazia del menga

 

 

 C'era una volta un cavaliere che disse al cattivo re, presidente della Repubblica Italiana: apriremo il tuo castello come una scatoletta di tonno. Ma la bella favola finisce qui, la gentil donzella Giorgia ci informa che il prode Grillo è diventato tonno e se ne sta chiuso nella scatoletta.

 

 

Va in scena l’ennesimo governo costruito nel Palazzo e non indicato dal popolo, cioè colui che dovrebbe essere il principale attore in una Democrazia con la D maiuscola e pure per la Costituzione Italiana. In barba alla Carta e al rispetto del popolo si continuano a consumare veri e propri soprusi antidemocratici, dal 2008 (ultimo governo indicato dal popolo, Berlusconi IV) questo è il sesto governo non scelto dal popolo in 11 anni! Non c'è male! Un vero record credo unico al mondo, meno di due anni a governo! I sostenitori di questa schifezza, e gli stessi attori ovviamente, dicono che è tutto normale perché siamo una democrazia parlamentare. Niente di più surreale! Una Democrazia è democrazia e basta, senza se e senza ma. Se gli si aggiunge qualcos’altro è un’altra cosa. In Democrazia il popolo vota, decide e sceglie. Così avviene in tutto il mondo nelle Democrazie vere. Se invece a decidere e scegliere è una sola persona non eletta direttamente dal popolo, come avviene in Italia, siamo in presenza di una monarchia mascherata da democrazia. Questo è il re italiano che ora si chiama Sergio Mattarella e prima si chiamava Giorgio Napolitano, e così via. Niente di drammatico per carità, ma basterebbe essere chiari invece che scandalizzarsi quando qualche nostalgico rievoca i fasti del passato. La monarchia è una forma di governo come tutte le altre, quello che è irresponsabile è nascondere la realtà. Dìaltronde in Europa sono tanti i Paesi in cui è presente un re, ma la differenza con l’Italia è che in quei Paesi c’è anche un governo autonomo ed eletto. Quindi sono monarchie democratiche e non autoritarie. Cosa che non esiste in Italia, il governo dipende completamente dai pruriti del Presidente della Repubblica. Per cui la nostra è l’unica vera monarchia autoritaria presente in Europa! Però la chiamano repubblica parlamentare. Poi è arrivato l’apritore di scatolette che dopo qualche tempo, appena ne ha avuto l'occasione, si è trasformato in tonno e non vuole uscire più dal Palazzo.

Ma la vera Democrazia vuole che chi vince le elezioni debba governare, come avviene dappertutto tranne che in Italia. Nel 2013 il PD vinse le elezioni senza avere la maggioranza però andò a governare, grazie all’accordo con Berlusconi e Forza Italia. Giustamente. Continuò a governare anche dopo la rottura, legittimamente anche se lo sbocco corretto dovevano essere le elezioni anche allora. Però la vittoria elettorale dava comunque un barlume di rispetto democratico. Nel 2018 allo stesso modo il Centrodestra vinse senza maggioranza quindi la Lega, che rappresentava il maggior partito di quell’alleanza e quindi democraticamente legittimato a far parte della maggioranza possibile. Ma l’unica possibile era col M5s e Salvini ha tentato un difficile accordo, nonostante il “contratto” stipulato. Dopo il 4 marzo le alternative erano due: o un governo un po' forzato o le elezioni. l'alternativa era solo un nuovo voto. Hanno fatto bene a provarci, ma una volta fallito è da masochisti insistere e mettere in piedi un'altro affronto alla Democrazia. Nuove elezioni dopo qualche mese non era una scelta conveniente, dato i costi. Un anno e mezzo dopo però la situazione è completamente diversa, oltre che ad essere passato comunque del tempo adeguato in mezzo ci sono state varie elezioni amministrative che hanno rafforzato la scelta del popolo verso la Lega ed il centrodestra. Non mi si venga a dire, come molti sostengono, che non contano niente per il governo perchè ogni voto ha la sua importanza dal punto di vista politico. Tanto che nel 2000 D'Alema si dimise in seguito alla sconfitta delle regionali. Un Paese democratico rispetta le scelte del popolo ma L'ITALIA NON E' UN PAESE DEMOCRATICO. Il M5s pur di mantenere il potere si sta giocando il futuro, suo e degli italiani. Prima o poi si andrà comunque a votare e gli italiani non gliele perdoneranno!

Di Maio e il M5s cominciarono a criticare (e anche insultare) Salvini già prima delle elezioni europee. Per cercare di recuperare il consenso perso nelle amministrative e per seguire il disegno in atto a livello europeo. Questo è evidente, solo chi ha i paraocchi può negarlo! Dopo le europee la prima reazione a pelle era quella di mollare tutto, anch'io mi chiedevo perchè la Lega continuava a stare nel governo. Ma Salvini ha dimostrato un'intelligenza politica profonda ed ha aspettato il momento giusto, consentendo a M5s e Pd un accordo affrettato e rischioso. Tanto era chiaro che in caso di caduta del governo Mattarella e l'Europa non avrebbero mai concesso le elezioni, i poteri forti non vogliono la Lega ed il centrodestra al governo. Ma in quel modo non era più possibile andare avanti. 

Nel centrodestra c'è chi dice che la crisi andava fatta subito dopo le europee, ma secondo me il momento giusto era proprio adesso. Tanto a votare non si sarebbe andati nemmeno allora, anzi 5stelle e Pd avrebbero avuto più tempo per accordarsi in modo più approfondito. Fra esplorazioni e preincarichi si sarebbe comunque arrivati ad agosto. La differenza è che ora devono fare in fretta un accordo che potrebbe essere imperfetto e portarli ad andare avanti con difficoltà. Se proprio riusciranno a mettere in piedi questa schifezza staremo in riva al fiume ad aspettare i loro cadaveri. Però questo avrà un costo p er tutti noi, ma questa è l'italia che non vuol cambiare davvero.

Salvini ha fatto benissimo non ha sbagliato niente, anzi così facendo ha fatto venir fuori la vera natura dei 5 stelle: poltronari e attaccati al potere come tutti! Ma saranno sottomessi ad un Pd furbo e cinico che ha messo Conte in quota 5stelle mentre ora è evidente che era d'accordo con loro da tempo! Per un ultimo tentativo di evitare lo scempio democratico Salvini e la Lega hanno perfino offerto, giustamente e correttamente, il premierato a Di Maio pur di mantenere l'alleanza e la parola data. Questa è coerenza non quella di Di Maio e dei 5 stelle! Che si stanno sottomettendo al Pd pur di mantenere le poltrone! 

 Anche se, per amor del vero, nel M5s ci sono più similitudini col Pd che con la Lega: sintonia sulle unioni civili, la difesa strenua della “Costituzione più bella del mondo” (che invece sarebbe da adeguare ai tempi), il giustizialismo, l’ossessione ambientalista, l’immigrazione, l’Europa, eccetera. Infatti il M5s ha intercettato la maggior parte del consenso nei delusi del Pd, è un dato di fatto. Vero però è anche che negli ultimi anni le polemiche più feroci sono state proprio fra simili: “mai col partito di Bibbiano, che toglie bimbi alle famiglie” (Di Maio, 18 luglio 2019), “Voto subito e senza primarie. No a tecnici e Conte bis, anche se ce lo chiede Mattarella” (ingaretti, 9 agosto 2019). Ora trovarli assieme al governo è davvero imbarazzante. Ma si sa l’attrazione per il potere e le poltrone è molto più forte della coerenza e della difesa delle proprie idee.   

 A proposito di poltrone ecco gli squallidi movimenti ed i cambi di gruppo:  XVI legislatura (2008-2013) son stati 261, poco più di 4 al mese. Un fenomeno che ha coinvolto 180 parlamentari (120 deputati e 60 senatori), il 19% dell’aula. Nella XVII legislatura il fenomeno è esploso, ci sono stati 566 cambi di gruppo, quasi 10 al mese. Circa 1 eletto su 3 ha cambiato casacca almeno una volta dalle politiche del 2013. Il fenomeno ha molte sfaccettature, da parlamentari particolarmente mobili (alcuni con persino 9 cambi di gruppo nel corso della stessa legislatura), a quelli che passano da gruppi di maggioranza a gruppi di opposizione.