Corruzione e Costituzione

Andrea Muccioli

In questi giorni sta circolando una petizione contro la corruzione. Secondo me una simile petizione è inutile, la corruzione è un male da combattere ma che non potrà mai essere debellato. D'altronde non esiste solo in Italia ma in tutto il mondo,sempre è esistita e sempre esisterà. L'unica azione possibile è quella di contenerla il più possibile e una petizione non serve. A mio parere è molto più importante tagliare drasticamente i costi della politica, meno c'è a disposizione e meno è appetibile. Occorre: dimezzare parlamentari e consiglieri regionali (meno sono e più diminuisce in percentuale la corruzione), un tetto a tutti gli stipendi pubblici (10.000 euro lordi), semplificare le leggi ed il funzionamento delle istituzioni (ci sarebbero meno pieghe in cui possano infilarsi i corruttori), diminuire drasticamente le tasse (ci sarebbe meno voglia di trovare altre strade di guadagno facile). Tutte cose che voleva fare Silvio Berlusconi sin dalla sua "discesa in campo", ma ,,,


gli è stato subito impedito da chi ha interesse a mantenere questa situazione complessa e controversa dove si può sguazzare facilmente. E da una Costituzione antiquata, creata per non fare prevalere nessuno, che ha funzionato bene finchè è durata la guerra fredda ma che oggi è un macigno enorme che blocca tutto. 

Finchè avremo il Pd e la sinistra, ed ultimamente il M5s, che difendono a spada tratta la Costituzione “più bella del mondo”, salvo però poi rispettarla solo dove fa loro comodo, il futuro del nostro Paese non può che essere cupo e triste. La doppiezza di questi cavalieri erranti della Carta è allucinante: sul tema della famiglia (art.29) e sul bicameralismo, e sulla giustizia (art.25 e 27). I pentastellati poi si sono incoronati come il nuovo che avanza e poi, oltre a difendere una Costituzione ormai vecchia, si appellano a leggi antiquate come quella del ’57 sulla ineleggibilità. Inoltre a tutti questi signori della restaurazione si aggiunge Pierferdinando Casini, con la sua voglia di Partito Popolare Europeo dimenticando che già esiste e si chiama Popolo della Libertà. Ricordo inoltre che si atteggia a cattolico e poi ha tolto la parola “cristiana” dal suo piccolo partito, mentre io penso che un partito di chiara ispirazione cristiana sarebbe assolutamente necessario. Il Pierferdy a Chianciano ha urlato a squarciagola che l’Udc non si alleerà mai con chi farà cadere il governo Letta (quindi un avviso al Pdl ed un gancio al Pd) e poi “asfalta” Matteo Renzi, ritenuto ormai il nuovo messia della sinistra. Chi ci capisce qualcosa è bravo, ma il guaio è che a rimetterci è soltanto l’Italia.     


 

Guarda caso quanto elencato in prima pagina sono proprio le stesse cose che ha proposto, e sta ancora proponendo, Silvio Berlusconi fin dalla sua discesa in campo. Il Cavaliere non è riuscito in questo intento non per colpa sua ma perché è stato oggetto da subito di feroci attacchi dalla sinistra e dalla magistratura, che ha avuto come conseguenza perdita di consenso anche se ancora piuttosto elevato. Per portare a compimento queste azioni ineludibili per il Paese occorre innanzitutto modificare la Costituzione e poi una buona dose di coraggio perché si rischia di cozzare contro tanti interessi diversi e quindi perdere consensi. Per cui lo può fare soltanto un esecutivo coi numeri giusti e coraggioso, senza compromessi. Per la verità avremmo già la riduzione dei parlamentari e la divisione delle Camere (un primo importante passo per il cambiamento) se gli italiani, incantati dalle sirene della sinistra, non avessero bocciato la riforma del 2005 con un deleterio referendum. L’Italia ha perso il treno passato vent’anni fa e che fortunatamente è ripassato oggi, ma non c’è ancora voluta salire ed ora il treno rischia di non ripassare più. Comunque la speranza è l’ultima a morire, il Cavaliere seppur ferito gravemente è ancora in grado di lottare e la Messa non è finita.