Sistema elettorale

Noi italiani siamo un popolo molto variegato, ovvero un popolo di 50 milioni di CT della Nazionale e 50 milioni di Primi Ministri, ognuno con la sua ricetta e la sua formazione.In politica è molto difficile mettere insieme tante idee diverse ed infatti negli anni sono nati una miriade di partiti e "partitini".

Nei primi anni novanta si è pensato che con il sistema maggioritario si sarebbe ovviato a questa frammentazione, prendendo esempio anche dalle altre nazioni dove è in vigore. Ma con il passare degli anni ci si sta rendendo conto che ciò che è semplice per altri Paesi in Italia non è possibile. Abbiamo sì ottenuto due schieramenti, però ognuno è formato da tanti partiti ed i più piccoli sgomitano per cercare visibilità.Nessun partito nel 2005 supera il 20% e solo 4 il 10%. Nel 1996 il Polo per la Libertà ottenne più voti dell'Ulivo, ma il patto Con Rifondazione Comunista consentì a Prodi di conquistare più collegi (ovvero più seggi) e quindi di governare. Nel 2001 Berlusconi con la Casa delle Libertà ottenne una netta vittoria ma si vide assegnare più seggi di quelli che si poteva avere effettivamente in maniera proporzionale. Nel 2006 la Casa delle Libertà vince abbastanza nettamente al Senato ma, con la nuova legge su base regionale e voto estero, ottiene due seggi in meno. Dall'altra parte l'Unione ottiene alla Camera un piccolo vantaggio di 0,07% (24.000 voti), ma il premio di maggioranza concede sessanta seggi in più. Occorre quindi mettere ordine e trovare il sistema più equilibrato per accontentare tutti, elettori ed eletti, che però deve contenere tre requisiti importantissimi: primo dare possibilità a tutti di creare un partito e presentarlo al giudizio del popolo, secondo rispettare la volontà degli elettori, terzo garantire la governabilità ed una lunga stabilità. In Italia abbiamo storicamente tre sistemi elettorali: proporzionale (che viene usato nelle elezioni europee), sicuramente il più democratico, però il suo limite è che in Italia nessun partito ha mai avuto (e forse mai avrà) il necessario 51% per governare e quindi i partiti sono costretti a coalizzarsi; maggioritario (usato per l'elezione dei sindaci)che permette una scelta più semplice fra poche coalizioni, ma non permette la nascita di un nuovo partito che da solo non avrà mai la possibilità di vincere, addirittura può portare al governo chi ha soltanto il 30%; per l'elezione dei parlamentari e del governo si sta usando il cosiddetto "mattarellum", sistema misto con sbarramento al 4%, che finora per la verità ha funzionato abbastanza bene, nonostante le modifiche apportate nel 2006 non molto ortodosse.