Meditate gente

" Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati....sono loro i responsabili!
Io vengo confuso....oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento....mi hanno proposto un'alleanza. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico...noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta.
E' un movimento che non può essere fermato....non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta....noi non siamo un partito, rappresentiamo l'intero popolo, un popolo nuovo..."
Adolf Hitler
(4 aprile 1932, un anno prima di diventare Cancelliere del Reich)

 

La crisi dei partiti tradizionali — socialdemocratici, cattolici, conservatori, democratici — agevolò il montare della protesta: i nazisti di Hitler, che seppero recepirla, balzarono al 18,3% nel 1930 e arrivarono al 37,3% nelle consultazioni del luglio 1932, pochi mesi dopo il citato discorso di Berlino. Primo partito in Parlamento, Paese difficilmente governabile. La soluzione infausta fu il reiterato scioglimento dell’Assemblea, nella illusoria speranza di pervenire a una maggioranza stabile. Sceso appena al 33% il partito di Hitler si confermò il più votato nelle elezioni di novembre, per poi volare al 44% nelle elezioni del marzo successivo, 1933. Hitler era, da poche settimane, alla guida del governo.